martedì 31 gennaio 2012

ON. BERLATO (PDL-PPE): IL GOVERNO MONTI SMENTISCA I CAMBI AI VERTICI DELLA POLIZIA



“Il Governo Monti si è insediato per affrontare l’emergenza economico finanziaria, nulla più. Non posso che constatare da parte sua, in più di qualche caso, il superamento dei confini dell’emergenza, con provvedimenti fuori luogo che non spettano ad un esecutivo tecnico. L’avvicendamento di uno o più capi di forze di Polizia e Servizi, notizia di cui si parla in questi giorni, pur se legittimo nella forma supera i confini dell’emergenza e i motivi per cui Monti e la sua squadra sono stati chiamati ad agire”.
Ad affermarlo è il Vice Capo Vicario della delegazione italiana del Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato.
“Altro provvedimento fuori luogo è il decreto svuota carceri che proclama del tutto l’abolizione dei confini politici e di buon senso entro i quali un esecutivo tecnico dovrebbe stare in relazione alla propria azione”.
“Mi auguro – chiosa il deputato europeo – che il Governo smentisca al più presto i cambi ai vertici della Polizia e dei Servizi e che condensi tutte le sue risorse per rispondere esclusivamente alle istanze per le quali è stato chiamato ad operare”.

Ufficio stampa
On. Sergio Berlato

ON. BERLATO (PDL-PPE): VARIATI DA L’IDEA DI PENSARE PIU’ ALLA TUTELA DELLA SUA ELITE DI COLLABORATORI CHE AI LAVORATORI PRECARI



“E’ ormai chiaro l’approccio del Sindaco Variati alla politica dei tagli di bilancio del Comune di Vicenza. Il primo cittadino volta le spalle a cinquanta lavoratori precari mandandoli a casa senza preavviso con un colpo di mano “dall’oggi al domani” , dando l’idea di prediligere la tutela della sua cerchia ristretta di collaboratori con stipendi da capogiro”.
Esordisce così il Vice Coordinatore Vicario del PdL della provincia di Vicenza, On. Sergio Berlato.
“La Giunta Variati sembra considerare il servizio di assistenza all'infanzia come un'esigenza secondaria alla quale si può rinunciare. Peccato che così dimostri di andare in controtendenza rispetto alle reali esigenze della città e a quanto promesso in campagna elettorale nel 2008. Il colpo di spugna in ordine al servizio di assistenza all’infanzia è la dimostrazione di una delle tante promesse che il Sindaco Variati ha disatteso”, incalza l’europarlamentare.
“Per non parlare dello smantellamento dei servizi per i giovani vicentini come l’Informagiovani e lo sportello dei Giovani Artisti che, oltre a negare proposte e opportunità per la fascia verde della popolazione, anche in questo caso, ha fatto sì che sei lavoratori venissero lasciati a casa. Quello del primo cittadino – conclude l’On. Berlato – è  davvero un modo singolare di dare ascolto alle istanze dei vicentini”.

Ufficio stampa
On. Sergio Berlato

lunedì 30 gennaio 2012

Benigno: “No a Forza Italia 2″


«Vogliono ricreare Forza Italia? Facciano pure, noi crediamo nel partito unico e nel Pdl di Angelino Alfano e Giorgia Meloni». Alessandro Benigno, presidente provinciale di Giovane Italia, replica così alla fuga in avanti dei suoi colleghi di partito che sabato scorso, come riportato sulla stampa, hanno chiesto a Giancarlo Galan di farsi nominare commissario e di ridare vita a Forza Italia. È l’ennesima spaccatura tra le due anime del partito: quella di origine aennista (Benigno) e quella che viene da Forza Italia (la richiesta è arrivata per voce di Mariano Randon). Che, sia a livello giovanile che nel Pdl vero e proprio, sembrano ormai sempre più distanti.
«Io con loro ho sempre cercato il dialogo: Randon ha iniziato a fare politica con me. Adesso però c’è una parte che ha deciso di proporsi come i giovani di Galan e, a Vicenza, della Sartori. Dico così perché la vecchia distinzione tra chi viene da An e chi da Forza Italia non rispecchia la situazione: ci sono tanti giovani ex forzisti che fanno politica con noi. È un contrasto tra due modi di intendere la politica: la loro è verticistica, vogliono violentare la democrazia della base proponendo dei commissariamenti. Perché in un partito il momento democratico è quello dei congressi».
Voi dite che loro sono i giovani della Sartori: vi si potrebbe rispondere che voi siete quelli di Berlato.
«No. Sulla base della mozione congressuale che ha presentato, condividiamo il progetto di Berlato basato su meritocrazia, partecipazione, rinnovamento dei quadri dirigenti. Ma non siamo i Berlat boys, e infatti capita spesso che emergano posizioni diverse. Non siamo eterodiretti, come invece capita a loro. Vogliono tornare al 1994 e rifare forza Italia con Galan? Facciano pure. Noi siamo nel Pdl con Alfano e la Meloni».
A livello numerico, com’è la situazione nel Vicentino tra le due componenti?
«Non c’è un tesseramento giovanile. Ma noi siamo senz’altro maggioritari. Anche perché siamo attivi da molto più tempo»
Vi accusano di estremismo, alludendo forse a episodi come quello delle bandiere Rsi e saluti romani. Cosa rispondete?
«Quella era solo una provocazione contro Variati. Quando usano questa storia vuol dire che davvero non hanno argomenti. Sono molto più reazionari loro che vogliono tornare al 1994 e riproporre Galan di quanto possiamo esserlo noi».
Ma questa storia del fascismo, del neofascismo, del postfascismo torna sempre fuori, non è un’invenzione degli avversari o dei media.
«Non è un problema nostro, ma di chi ci rivolge certe accuse. Noi siamo giovani del nostro tempo e basta, e voglia occuparci dell’Italia del terzo millennio, non di qualcosa che non esiste più. Trovo assurdo chi si definisce anti-fascista, in quanto si pone contro qualcosa che non esiste; così come trovo assurdo chi si definisce fascista, perché è una realtà che non esiste più»
Loro penserebbero di tornare a Forza Italia. Non è che voi volete tornare ad Alleanza nazionale?
«No. Ormai nel Pdl le varie componenti si sono fuse. Quella che viene dalla destra sociale, quella laica, quella di Cl, quella sacconiana. Noi crediamo in questo Pdl».



Da LA NUOVA VICENZA 

I giovani Pdl: «Galan, rifacciamo Forza Italia»

POLITICA. La linea verde avvia il cambiamento. Randon all´ex ministro: «Diventi commissario per un nuovo partito»


Vicenza. La rivoluzione dei giovani. Si potrebbe chiamare così l´ultimo capitolo dell´immenso libro del Pdl vicentino. Proprio quando mancano poche ore allo “scontro” a Roma tra le due correnti del partito berico per decidere sul futuro e soprattutto sul tanto discusso congresso, da Trissino arriva la spallata della linea verde. Un colpo improvviso, inferto dai rappresentanti della Giovane Italia, federazione giovanile del partito berlusconiano, che a gran voce chiedono che il Popolo della libertà venga guidato da un commissario. Non un esponente qualsiasi. L´invito è rivolto a Giancarlo Galan.
IL CONVEGNO. Tutto accade sabato a villa Trissino Marzotto, dove va in scena il “Convegno Meritocratici Veneto”. Tanti gli ospiti; su tutti l´ex ministro Giancarlo Galan e l´europarlamentare Lia Sartori. L´atmosfera che si respira all´interno del partito è pesante. I giovani lo sanno e danno il la alla svolta. «Stiamo attraversando un periodo travagliato - afferma Mariano Randon, coordinatore provinciale della Giovane Italia - e il congresso che doveva essere il tripudio della democrazia rischia di lasciare in eredità un partito diviso con tante contrapposizioni. Vogliamo dare il via al rilancio».
COMMISSARIO. Cancellare il passato e ripartire dal presente. Le idee di Randon e compagni sono chiare. «In questa occasione - continua il rappresentante dei giovani rivolgendosi all´ex ministro - chiediamo a lei, Giancarlo Galan, di diventare il commissario per il prossimo anno e mezzo. Vogliamo che guidi il nostro partito ricostruendolo attraverso un dialogo con i giovani. «Vada da Berlusconi e chieda di diventare il commissario». Giancarlo Galan tace e dopo poco risponde: «È un´idea folle. Così folle che mi piace moltissimo. Andrò di persona a proporgliela a Berlusconi». Annuisce anche Lia Sartori. «Sono felicissima che tu abbia accettato - dice a Galan - si potrà creare un laboratorio straordinario». Un primo segnale di cambiamento? Si vedrà. Nel frattempo lo stesso ex ministro scaglia un altro colpo: «Pdl non mi piace. Meglio tornare a Forza Italia».
LA SCISSIONE. Una semplice questione di nome? Può essere, anche se nel frattempo ancora i giovani del Pdl aggiungono altri tasselli, in una lettera inviata al segretario nazionale Angelino Alfano. «Nonostante gli sforzi d´integrazione tra due realtà con storie differenti come Forza Italia e Alleanza Nazionale - si legge - ci risulta sempre più arduo camminare insieme. Ci troviamo nell´imbarazzo di vedere il nome del nostro movimento giovanile accostato a dei modi estremi di espressione politica». E ancora sulla bufera delle tessere: «I responsabili dovrebbero pagare il conto con la giustizia e anche abbandonare la gestione della cosa pubblica».NI.NE

Da IL GIORNALE DI VICENZA 

Dalla Negra: “Il cartoncino della tessera"


“Il cartoncino della tessera ha un magico potere per cui gli imbecilli diventano geni, i conigli leoni e la massa operaia deve ubbidire, ciecamente ubbidire, a ciò che viene stabilito da un sinedrio di uomini, che non hanno mai lavorato e non lavoreranno mai, perchè hanno trovato nel “socialismo” (ndr: in qualunque altra “fede” politica)  il loro mestiere, il loro pane, la loro soddisfazione, come altri trova il pane e il resto in una scuola, in un ufficio, in un campo o in una officina. C'è una nuova divinità nel mondo: la tessera.”
Queste parole, oggi attuali più che mai, sono state scritte il 1 maggio 1919 sulle pagine del Popolo d'Italia da Benito Mussolini che, forse, non sarà stato, come ha detto Gianfranco Fini, il più grande statista del nostro secolo ma, comunque, di grandi statisti, in una immaginaria corsa ad ostacoli della storia, ne ha lasciati dietro di sé un grande numero.
E a proposito di Benito, in questi giorni, la solita sinistra ha gridato giustamente allo scandalo  per il video dei quattro marines americani che urinavano sui morti talebani, ma mai una parola di condanna per lo scempio di Piazzale Loreto anche solo per quella povera donna di Claretta Petacci la cui unica colpa era di amare il Duce !!
Rileggendo comunque lo scritto sulle tessere pubblicato sui “Scritti e discorsi “, edito da Hoepli nel 1934, ovviamente XII anno dell'era fascista, mi sono venuti in mente alcuni “gerarchetti”  nostrani che di “fascista” hanno solo un dozzinale orbace e che stanno a Bottai come una motocarrozzella sta ad una Red Bull di Formula Uno !!
E a proposito di tessere, anche qualche “signore delle tessere” locale – ma perchè scomodare il mitico Tolkien ?! -  sta passando qualche brutto quarto d'ora grazie all'indagine della locale Procura che sta cercando di far luce sul consistente tesseramento farlocco che, indubbiamente, qualcuno ha così maldestramente congegnato.
E' pur vero  che gli iscritti ignari di esserlo non si presenteranno a votare - ma una volta convocati come reagiranno ? -  ma se così è che senso aveva tesserarli ??   Forse una modesta ed puerile prova di forza che è riuscita anche a spazientire il paziente Pierantonio Zanettin il quale, in buona sostanza, pallottoliere alla mano, ha spiegato che almeno percentualmente è più facile riscontrare anomalie nelle 12/14.000 tessere portate in pompa magna dai suoi oppositori interni direttamente a Roma piuttosto che nelle due/tremila tessere transitate per la segreteria provinciale e tutte verificate !.
Ciò che comunque rileva è la circostanza che i congressi una volta erano l'occasione per confrontarsi sulle linee politiche e sulle strategie da seguire a livello locale, sulle alleanze, sul futuro del Partito, oggi solo l'occasione per contare le tessere (magari tra un hot-dog e l'altro gentilmente offerti all'esterno), per confrontarsi, alla Braccio di Ferro, con una prova di forza che nulla di positivo produce, intenti a verificare se il peso specifico è maggiore per gli ex A.N. o per gli ex F.I. con qualche “travaso” dettato più dall'opportunismo del momento che non da motivate scelte.
E d'altro canto, qualche segreteria parlamentare è diventata una agenzia di lavoro  interinale tanto è affollata da disoccupati in cerca di lavoro ai quali bisognerà pur dare una risposta a prescindere dai loro comunque modesti se non inesistenti titoli, culturali e professionali.
“Francia o Spagna purchè se magna”, questi novelli Lanzichenecchi della politica, forse complice anche la crisi economica che ha ridotto le opportunità di lavoro, sono sempre più affamati e sempre più pronti al salto della quaglia pur di non perdere la loro opportunità !!
E non ci si può stupire se agli Italiani buona parte della classe politica “non so se fa più rabbia, pena schifo o malinconia”, proprio per citare Claudio Lolli e non far così torto a nessuno.
Su questa realtà la classe politica deve confrontarsi, il resto, e visto che ci siamo citiamo anche Marco Masini , è solo … “malinconoia” !!
Forza Italia.
                                                             Michele Dalla Negra

LE LIBERALIZZAZIONI NON SIANO UN DOGMA. SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE E DEL COMMERCIO




Le liberalizzazioni devono essere uno strumento per migliorare il funzionamento del sistema ma non devono essere un dogma.
Ben vengano se servono ad esempio per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici locali a minor costo per la collettività, se servono per mettere in discussione la gerontocrazia e l’elitarismo di alcuni settori professionali, per creare più concorrenza e competitività nel lavoro e per aiutare i consumatori. Le liberalizzazioni devono essere sintonizzate con questi indirizzi ma di esse non si può e non si deve fare un uso indiscriminato e sregolato.
Nel settore della grande distribuzione e del commercio, in riferimento all’apertura domenicale degli esercizi prevista dal decreto Monti, si è creato solamente malcontento tra i lavoratori e non si sono certamente evidenziati incrementi dei consumi anche perché la gente, in tempo di crisi, bada bene alle proprie spese.
Più condivisibile era senz’altro la legge regionale che prevedeva solamente l’apertura di sedici domeniche più quattro e che il decreto Monti ha spazzato via.
L’apertura indiscriminata crea grosse difficoltà ai lavoratori e alle lavoratrici, specialmente mamme, che lavorando sette giorni su sette devono rinunciare alla loro vita famigliare e sociale in senso più ampio. Chi tiene i loro figli alla domenica?
Del resto anche i gestori degli esercizi commerciali si trovano in difficoltà perché a fronte della crisi non riescono ad assumere nuovo personale per garantire i turni di lavoro e, di fatto, non vedono aumentare i fatturati perché anche se tengono aperti i propri esercizi sette giorni su sette la gente, che non arriva a fine mese, non compra.
A questi lavoratori va quindi tutta la nostra solidarietà e ci auguriamo che l’esecutivo in carica  possa fare marcia indietro per dare ascolto alle loro esigenze di persone, di madri e di padri, prima ancora che di lavoratori. Non si può ridurre tutto a variabili numeriche ed economiche. La dignità della persona e del lavoratore va salvaguardata senza se e senza ma. Ma andiamolo a spiegare a dei tecnocrati…

Alessandro Benigno
Presidente provinciale
Giovane Italia Vicenza

ON. BERLATO (PDL-PPE): METTIAMO AL CENTRO DEL DIBATTITO POLITICO EUROPEO LA QUESTIONE GIOVANILE


"Dopo aver ottenuto il sostegno del Parlamento sull'azione governativa in sede europea, Monti metta al centro del dibattito politico europeo la questione giovanile." Ad affermarlo è il Vice Capo Vicario della delegazione italiana del Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato.
 "Recenti studi dimostrano come il Nord Est, ed in particolare il Veneto, stia diventando sempre più vecchio e povero; inoltre, sono sempre di più i giovani che decidono di emigrare all'estero ripercorrendo, seppur in condizioni assai diverse, la strada dei loro nonni costretti a cercar fortuna fuori dall'Italia. Dobbiamo - aggiunge l'On. Sergio Berlato - invertire con decisione questa tendenza mettendo tutte le risorse disponibili al servizio delle nuove generazioni concentrandoci su tre priorità: l'istruzione, le politiche a sostegno della famiglia e la creazione di nuovi posti di lavoro. La crisi attuale non è solo economica e finanziaria ma tocca in profondità la struttura sociale e il modello di sviluppo impostosi nel secondo dopoguerra. La base della società è la famiglia ed è da essa che dobbiamo ripartire dando priorità alle giovani coppie che decidono di sposarsi e di avere figli, concedendo loro agevolazioni per l'acquisto della prima casa e sostegno per le spese riguardanti la cura dell'infanzia. Per quanto riguarda il tema occupazionale -continua l'On. Sergio Berlato - sono convinto che solo all'interno del quadro offerto dall'Unione europea, in un'ottica di "mercato del lavoro europeo" caratterizzato dalla tutela dei diritti dei lavoratori, dalla libertà di movimento e dalla cittadinanza europea, potremmo fornire la più valida ed innovativa risposta alle esigenze delle imprese da un alto, e all'offerta di lavoro qualificato giovanile dall'altra. Per superare le attuali difficoltà servono nuovi paradigmi - conclude l'On. Sergio Berlato - è necessario rendersi conto che non è la stessa cosa favorire la ricerca di lavoro all'interno dell'Unione, producendo così ricchezza al suo interno, e accettare passivamente che i nostri giovani scelgano per lavorare l'Australia, il Canada o Singapore."


Ufficio Stampa
On. Sergio Berlato     

domenica 29 gennaio 2012

La Provincia di Vicenza prima per l'innovazione ed è pure su Facebook


«Innovazione? La Provincia di Vicenza ha conquistato il primo premio nazionale. Sì, perché tutto quello che era stato previsto dal Codice delle amministrazioni digitali, nel 2003, dall'allora Ministro Stanca, è stato concretizzato». A parlare è l'assessore Andrea Pellizzari, vicepresidente di una società veneta che si occupa di banda larga. E inizia ad elenca gli obiettivi raggiunti: «Riduzione della carta, albo pretorio on-line, posta certificata, lotta al “divario digitale”: è tutto realtà». Ma lo sarà ancora di più con il decreto “Semplifica Italia” di Monti. «In base alle prime informazioni, mi pare proprio che la strada tracciata da Monti sia quella giusta sulla quale la Provincia sta già viaggiando da tempo. Ma non tutti gli enti locali si sono adeguati al Codice di Stanca inserendo Internet nelle pratiche quotidiane. La situazione è a macchia di leopardo. Non solo. Noi siamo stati i primi, come Provincia in Italia, ad accedere al sociale network, Facebook per intenderci, raggiungendo i 5 mila contatti». Eppure, continua Pellizzari, non da tutti è stato apprezzato questo sforzo. «Soprattutto all'inizio del mio mandato, quando abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione, c'era tanta diffidenza. Ora la Provincia di Vicenza è citata come esempio nazionale nelle riviste specializzate e nei forum della Pubblica amministrazione». Ma da palazzo Nievo sono arrivate risposte concrete anche al problema del “divario digitale” che è legato all'età. «Grazie ad un programma facilitato, Eldy, abbiamo raggiunto tantissimi vicentini insegnando loro l'uso del pc e poi di Internet. Poi abbiamo avviato un dialogo tra generazioni, riuscendo a stimolare i giovani a far da insegnanti a nonni o genitori che non hanno manualità». Un divario digitale può essere anche strutturale: «Il problema è quello “dell'ultimo miglio” - spiega - : le autostrade digitali ci sono. Mancano i collegamenti che la portino in tutte le case. Ed è qui che si deve investire».


Fonte: da IL GIORNALE DI VICENZA del 29 gennaio 2012

Corriere: Da Berlusconi una scelta da statista


L’editoriale di Pierluigi Battista pubblicato da "Il Corriere della Sera" del 27 gennaio 2012


Per Bossi, Berlusconi sarebbe «una mezza cartuccia» se non staccasse la spina al governo Monti. È vero il contrario. Bossi si sta dimezzando come leader politico, prigioniero dei suoi stessi ricatti e lazzi, insulti e gestacci. Invece Berlusconi, confermando il suo appoggio al governo sta dimostrando, pur nel momento peggiore di una parabola politica ventennale, di avere forza, carattere e senso della responsabilità. Di saper pagare prezzi elevatissimi per il suo (sofferto) sostegno al governo che è subentrato a quello da lui diretto e traumaticamente lasciato.
Il Berlusconi «populista» e schiavo dei sondaggi si dimostra capace di scelte impopolari e dolorose, di saper sfidare le irrequietezze del suo mondo, di non accettare la prosa ricattatoria di un Bossi dalla leadership sempre più debole anche all’interno della Lega.

Il Pdl e il Pd hanno compiuto una scelta coraggiosa nel sostenere un governo tecnico mentre l’Italia rischiava (e rischia) il fallimento. Il Pdl anche un po’ di più. Dopo la riforma delle pensioni, la base sociale del Pd non è stata travolta dalla minacciata, ma non ancora attuata, riforma del mercato del lavoro. Nel frattempo il serbatoio elettorale del Pdl è stato duramente intaccato. Colpiti i tassisti e i farmacisti, i commercianti, le libere professioni, gli autotrasportatori, il ceto medio asfissiato dall’imposizione fiscale, i milioni di proprietari della prima casa che avevano visto nell’abolizione dell’Ici una boccata d’ossigeno.


Molti elettori del Pdl sono in rivolta. I parlamentari del partito sono sempre più tentati dalle sirene del disimpegno e della fronda e invocano il loro leader perché la smetta di svenarsi a vantaggio di un governo votato ma non amato, sostenuto ma temuto. Persino molti maggiorenti del partito di Berlusconi lavorano per sganciare il Pdl da una politica di pesanti sacrifici a scapito di un elettorato deluso e preoccupato, in passato attratto da Berlusconi per il suo messaggio antitasse e oggi ferito da un’imposizione fiscale sempre più gravosa.

Se Berlusconi rompesse con Monti, ne potrebbe ricavare un vantaggio immediato. I sondaggi diramano bollettini disastrosi, e la tentazione della piazza e dell’opposizione potrebbe apparire come una facile via per la salvezza. Ma Berlusconi ha detto nuovamente di no a una scorciatoia che condurrebbe l’Italia verso esiti ignoti. Per la seconda volta il leader del Pdl ha imposto al suo partito una via diversa da quella delle elezioni immediate. Non è detto, ovviamente, che il rapporto con il governo Monti non possa precipitare nei prossimi mesi. Ma per adesso la spina non viene staccata. Non una scelta da «mezza cartuccia», ma da statista intero.

Gli avversari di Berlusconi dovrebbero avere l’onestà intellettuale di riconoscerlo. Potrebbero seguire l’esempio dello stesso Monti: che infatti si rifiuta di liquidare sprezzantemente l’esperienza del governo che l’ha preceduto.

venerdì 27 gennaio 2012

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. ASSESSORE DONAZZAN: “IN 40 GIORNI “PRENOTATI” I 3 MLN DI EURO PER TIROCINI GIOVANI DISOCCUPATI”




“E’ stata accolta con successo in Veneto l’azione di sistema nazionale Welfare to Work per le politiche di reimpiego: nell’arco di 40 giorni sono infatti andati esauriti i 3 milioni di euro destinati all’attivazione di tirocini per giovani disoccupati”.
L’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro del Veneto Elena Donazzan commenta così la realizzazione degli interventi di accompagnamento al lavoro, corredati da un sostegno al reddito e destinati a giovani disoccupati che non hanno compiuto il 30esimo anno di età, non percettori di alcuna indennità o sussidio legato allo stato di disoccupazione.
“Sono borse lavoro erogate dall'Inps - spiega - del valore di 600 euro per 4 mesi, vincolate alla partecipazione alle attività di tirocinio e, ad oggi i tirocini in corso sono 1278 al netto di 39 rinunce. L’azione Welfare to work rientra tra quelle previste dal Piano 2012-2013 della Regione del Veneto per la valorizzazione del capitale umano - politiche per l’occupazione e l’occupabilità, è stata approvata il 18 ottobre 2011 e prevede una serie di interventi mirati ad aiutare l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani, la parte di popolazione più colpita dalla crisi economica di questi anni, è finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'ambito del Programma operativo nazionale del Fondo sociale europeo con l'assistenza tecnica di Italia Lavoro spa.”

TONIOLO (PDL): IN 107 MINUTI SI' AL BILANCIO PROVVISORIO

Via libera al bilancio provvisorio per i primi quattro mesi del 2012: l´ha deciso ieri il Consiglio regionale, coi voti della sola maggioranza, per assicurare il regolare pagamento di stipendi, oneri, fornitori e spese ordinarie fino ad aprile, in attesa che sia approvato il bilancio di previsione del 2012 2012. L´autorizzazione all´esercizio provvisorio - ha spiegato il relatore Costantino Toniolo (Pdl), presidente della commissione “Bilancio” - garantirà l´ordinaria gestione, oltre che alle Ulss e alle aziende ospedaliere, anche alle agenzie ed enti partecipati dalla Regione: Veneto Agricoltura, Avepa, Veneto Lavoro, Veneto Strade, Arpav, Parchi regionali, Istituto ville venete, Esu, Sistemi territoriali, Veneto Acque, Scuola di polizia locale, Veneto Nanotech, Veneto Innovazione e società Rocca di Monselice. Il provvedimento dà inoltre continuità anche ai lavoratori a progetto come i forestali. Il Pd ha palrato di sconfitta della giunta Zaia: «È la prima volta che la Regione Veneto in 40 anni di attività vota l´esercizio provvisorio». Il Pdl ha ribattuto che si tratta di una scelta resa obbligatoria dalle continue manovre nazionali. È stato il primo prov- vedimento ad essere votato con i tempi contingentati del nuovo regolamento: l´aula ci ha messo 107 minuti.



Fonte: FB

I lavori della seduta del Consiglio regionale di mercoledì 25 gennaio


25 gennaio 2012 - Via libera all'esercizio provvisorio del bilancio per i primi quattro mesi del 2012: il Consiglio regionale ha approvato, con i voti della sola maggioranza, il provvedimento autorizzativo che assicura il regolare pagamento di stipendi, oneri, fornitori e spese ordinarie per i primi quattro mesi del 2012, fintanto che non sarà approvato il bilancio di previsione 2012. L'autorizzazione all'esercizio provvisorio - ha spiegato il relatore Costantino Toniolo (Pdl), presidente della commissione Bilancio - garantirà l'ordinaria gestione, oltre che alle Ulss e alle aziende ospedaliere anche alle agenzie ed enti partecipati dalla Regione: Veneto Agricoltura, Avepa, Veneto Lavoro, Veneto Strade, Arpav, Parchi regionali, Istituto ville venete, Esu, Sistemi territoriali, Veneto Acque, Scuola di polizia locale, Veneto Nanotech, Veneto Innovazione e società Rocca di Monselice. Il provvedimento dà inoltre continuità anche ai lavoratori a progetto, come i forestali. "E' la prima volta che la Regione Veneto in quarant'anni di attività vota l'esercizio provvisorio", ha fatto notare il vicepresidente della commissione Bilancio Piero Ruzzante (Pd), correlatore del provvedimento. "L'ultima volta che la Regione vi fece ricorso fu nel 1978, per vincoli amministrativi. Questa volta invece siamo arrivati al provvisorio a causa dei ritardi e dell'incapacità della Giunta a presentare il bilancio di previsione entro la fine del 2011. Ben venga l'esercizio provvisorio come il minore dei mali, ma sempre di male si tratta". Ruzzante ha esortato Giunta e Consiglio a "rimettersi in linea" con quanto prevede lo Statuto, che indica il 31 ottobre come termine ultimo per presentare il bilancio di previsione per l'anno successivo. I "ritardi", le "mancanze", le "inefficienze" e i "primati negativi" della Giunta veneta, anche nel presentare il ricorso all'esercizio provvisorio, sono stati stigmatizzati da Stefano Valdegamberi (capogruppo Udc), Andrea Causin (Verso Nord), Pietrangelo Pettenò (Sinistra veneta), Mariangelo Foggiato (Unione Nordest) e Gustavo Franchetto (capogruppo di Italia dei Valori), che ha rilevato che il Veneto era rimasta l'ultima regione in Italia, insieme alla Sardegna, a non avere ancora né il bilancio di previsione né quello provvisorio. Laura Puppato, capogruppo del Pd, ha messo in evidenza che "il valore economico dell'esercizio provvisorio equivale al 40-45 per cento del bilancio 2011". "Ciò significa - ha spiegato - che per i prossimi tre mesi la Regione sarà in grado di pagare solo gli stipendi dei dipendenti a tempo indeterminato, lasciando scoperti lavoratori a progetto, contratti a tempo determinato, progetti di investimento in immobili e opere pubbliche". Una preoccupazione, questa, in parte smentita dall'assessore al bilancio Roberto Ciambetti che ha assicurato che l'esercizio provvisorio copre anche il funzionamento delle agenzie e degli enti collegati alla Regione, compresi quindi i lavoratori a tempo determinato, e gli stipendi dei forestali (oggetto di uno specifico emendamento della Giunta approvato dall'aula). Pur prendendo atto del ritardo accumulato dalla manovra di bilancio e della necessità di mettere in sicurezza i conti della Regione, gli stipendi dei dipendenti e i crediti dei fornitori, i consiglieri di Pd, Udc e Sinistra veneta hanno votato contro l'autorizzazione perché - ha spiegato Ruzzante - l'esercizio provvisorio si aggancia ai contenuti del bilancio 2012 e autorizza quindi la Regione a gestire entrate e spese sulla base di quanto previsto dal futuro bilancio. Astenuti, invece, Italia dei Valori, Verso Nord e Unione Nordest, per senso di responsabilità nei confronti di dipendenti e fornitori ed evitare quindi disagi all'amministrazione regionale."E' la prima volta in dodici anni che mi trovo ad approvare il ricorso all'esercizio provvisorio", ha detto Piergiorgio Cortelazzo (Pdl) dai banchi della maggioranza, parlando tuttavia di una scelta "giusta", resa obbligatoria dalle continue manovre nazionali, e necessaria per consentire il percorso istruttorio del bilancio di previsione. L'autorizzazione all'esercizio provvisorio è stato il primo provvedimento ad essere votato con i tempi contingentati introdotti dal nuovo regolamento. Per approvarlo l'aula ha impegnato 107 minuti. Oltre all'approvazione del provvedimento che autorizza l'esercizio provvisorio del bilancio, l'aula consiliare ha proceduto all'elezione dei componenti della Giunta per il regolamento, ha approvato la proposta di legge statale volta a tutelare i territori delle province di Padova, Rovigo e Venezia dai fenomeni di subsidenza ed una modifica alla legge che regola la raccolta e la commercializzazione dei funghi. I lavori si sono interrotti per mancanza di numero legale terminata la discussione generale sulla proroga del piano faunistico venatorio. In apertura di seduta, prima di affontare le risposte della Giunta alle interrogazioni, il Consiglio ha commemorato la figura di valter Vanni, consigliere ed assessore regionale scomparso nei giorni scorsi. 

Meridio, definito da Variati quaquaraquà


Il Sindaco Variati in un intervista mi ha definito un quaquaraquà.
Il termine deriva da un discorso di Don Mariano, contenuto nel romanzo "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia.
Variati si permette di collocarmi, con una caduta di stile e mancando di rispetto, in una delle 5 categorie in cui, secondo  Don Mariano, si suddivide l'umanità.
Sarebbe simpatico capire fra quale delle cinque, Variati collochi se stesso.
Io un idea l'avrei...
Gerardo Meridio
  
Riporto il dialogo fra Don Mariano Arena ed il Capitano Bellodi del  Romanzo di Sciascia
 « Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…
Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…
E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito…
E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre… Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo… »
(Don Mariano Arena al Capitano Bellodi)

L'astore sulle cime dopo un mese di cure


Neppure il tempo di aprire la voliera e l’astore è tornato tra i suoi alberi. Pochi battiti d’ali, sufficienti a raggiungere il folto di un grande pino ed a sparire dalla vista delle persone che si erano radunate per assistere alla sua liberazione, lasciando a bocca aperti i ragazzi del distaccamento della scuola media di Asiago guidati dal professor Mario Valente ed emozionando comunque Maurizio Panozzo, Direttore della Riserva di Caccia di Roana, e Guido Carli, Presidente del Comprensorio Alpino.
Si è dunque conclusa nello splendido scenario dell'ex villa Brunialti ed ex colonia di Cesuna di Roana la cattività dello splendido animale recuperato il 10 dicembre 2010 non lontano dal punto in cui oggi ha spiccato il volo e consegnato dalla Polizia Provinciale nelle mani esperte di Alberto Fagan, responsabile del Centro Rapaci della Provincia di Vicenza. Costui se ne è occupato per più di un anno.
“Attirato da animali domestici (galline e pavoni) appollaiati nei rami di un albero, l’astore si era lanciato in picchiata verso quelle che aveva individuato come facili prede, ma si era impigliato in alcuni spaghi appesi all’albero. Rimasto in quella infelice posizione per alcune ore, l’astore si era procurato lesioni ed escoriazioni che gli hanno impedito di riprendere il volo dal momento che si erano spezzate le penne remiganti primarie ed alcune secondario, il “motore” indispensabile per poter volare. Il proprietario dell’area, notato il rapace, aveva chiamato la Polizia Provinciale che l’ha così prontamente soccorso e consegnato al nostro centro”.
Di qui la cura che Fagan ha studiato appositamente per il giovane astore di Cesuna, tenuto fermo in una voliera schermata con lastre in vetroresina e nutrito attraverso un tubicino, proprio per lasciarlo tranquillissimo, senza stimoli che lo inducessero a sbattere le ali. Nel giro di un anno le penne sono cresciute e anche i problemi muscolari e tendinei sono stati superati.
Soddisfatto l'Assessore Provinciale Marcello Spigolon, sebbene la liberazione sia potuta avvenire ben oltre l'orario stabilito a causa dell'incendio sviluppatosi sulla Provinciale del Costo che ha costretto Fagan e il suo orgoglioso passeggero a risalire sull'Altopiano passando per la SP Piovan. “E’ stato un lavoro di squadra dalle prime operazioni di soccorso prestate dagli agenti della Polizia Provinciale all’intervento di recupero al Centro Rapaci. Sapere che l’astore ora sta bene e potrà continuare a volare per tutta la sua vita è per noi la soddisfazione più grande”.



Fonte: www.provincia.vicenza.it

Due accordi per potenziare l’attività di protezione civile



“Allo scopo di rendere maggiormente efficiente ed efficace la nostra azione nel settore della Protezione Civile, abbiamo ritenuto opportuno incentivare e favorire la collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini e l'Associazione Nazionale Carabinieri attraverso la sottoscrizione di due protocolli d'intesa che sottolineano le attività di previsione e prevenzione dei rischi, di formazione e addestramento dei volontari, di promozione, anche in ambito scolastico, della cultura dell’auto-protezione, di concorso alla gestione e al superamento delle emergenze”.
La Provincia di Vicenza non solo mantiene responsabilmente viva l'attenzione sul territorio e sulle sue necessità, ma addirittura raddoppia l'impegno chiamando alla firma di un documento programmatico anche due organizzazioni nazionali importanti. Prima alle 16 e poi alle 18 di ieri pomeriggio, l'Assessore Provinciale alla Protezione Civile Marcello Spigolon ha incontrato i vertici vicentini dell'Associazione Nazionale Alpini e dell'Associazione Nazionale Carabinieri per siglare un accordo che avrà ricadute organizzative evidenti sulla gestione delle emergenze.
“La Provincia di Vicenza aveva già sottoscritto un primo protocollo d'intesa con il Coordinamento delle Associazioni Volontarie di Protezione Civile nel 2009. Questi due nuovi protocolli ne sono la naturale conseguenza anche a seguito dell'alluvione che ha colpito il nostro territorio nel Novembre del 2010. Con Orazio D’Incà, Coordinatore dell’Associazione Nazionale Alpini-Protezione Civile III° Raggruppamento (accompagnato da Giuseppe Galvanin,Presidente ANA Vicenza e Nazario Campi, Presidente sezione Ana Valdagno), e con Leonardo Bordignon, Delegato Provinciale dell'Associazione Nazionale Carabinieri, abbiamo messo nero su bianco quali dovranno essere le nuove modalità operative. Al verificarsi di un’emergenza di livello provinciale, la Provincia, in ambito di Centro Coordinamento Soccorsi o meno, informate la Prefettura di Vicenza e la Regione Veneto, prevede gli interventi e, dopo aver disposto formale attivazione, comunica tempestivamente all’ANA le attività da realizzarsi”
“Alpini e Carabinieri – sottolineano D'Incà e Leonardi - assicureranno la pronta disponibilità delle risorse umane e dei mezzi appartenenti all’associazione stessa e alle rispettive sezioni ricadenti nel territorio della Provincia di Vicenza, garantendo inoltre la propria operatività, se necessaria, anche all’interno di sale operative eventualmente costituite”. 
Una collaborazione già testata questa mattina, visto che le due organizzazioni hanno prontamente segnalato la propria disponibilità in caso di necessità a seguito delle scosse di terremoto che sono state avvertite anche nel vicentino. Fortunatamente non c’è stato bisogno di nessun intervento visto che il terremoto non ha causato danni nel territorio.


Fonte: www.provincia.vicenza.it

ON. BERLATO (PDL-PPE): BENE LA MOZIONE UNITARIA PER SOSTENERE IL GOVERNO IN EUROPA



“L’approvazione da parte del Parlamento della mozione a sostegno dell’azione politica europea del governo è un fatto molto positivo che aumenta la forza dell’Italia in Europa.” Ha dichiararlo è il Vice Capo Vicario della delegazione italiana del Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato.
 “L’accordo trasversale tra Pdl, Pd e Terzo polo è un importante segnale di responsabilità da parte della politica e dei partiti. Sono da sempre convinto – continua l’On. Sergio Berlato - che in materia di politica estera e con particolare riferimento ai negoziati in sede europea è fondamentale ricercare la più ampia convergenza possibile tra tutte le forze politiche,  con il chiaro obiettivo di rafforzare l’azione governativa e tutelare così l’interesse nazionale. Spiace constatare – chiosa l’On. Berlato – che l’atteggiamento tenuto in proposito dalla Lega nord dimostra ancora una volta quanto questo partito non sia affatto consapevole della gravità della situazione attuale e della necessità di agire con tempestività e autorevolezza in sede comunitaria. Vorrei ricordare agli uomini del Carroccio che anche i destini del nord Italia passano per Bruxelles e non si fermano né a Bergamo né a Treviso.”


Ufficio Stampa
On. Sergio Berlato   

giovedì 26 gennaio 2012

IL SINDACO VARIATI E L’ENNESIMA SUA CADUTA DI STILE



Decisamente di cattivo gusto l’ennesima caduta di stile del sindaco Variati che ha bollato il Consigliere comunale Meridio come “quaquaraquà” solo perché ha ritenuto opportuno aderire al mio invito di ritirare l’iniziativa mirante a limitare l’ostruzionismo dell’opposizione in Consiglio comunale.
Pur condividendo lo spirito dell’iniziativa di Meridio, l’ho invitato a ritirare la proposta per poterla ripresentare dopo aver acquisito la condivisione e l’appoggio dell’intera opposizione presente in Consiglio comunale.
Meridio si è dimostrato uomo di partito, consapevole di rappresentare in consiglio comunale non solo se stesso ma il partito che lo ha messo in lista e gli ha permesso di venire eletto con il voto dei cittadini.
A differenza invece di quanto sta dimostrando Variati che, pur essendo stato eletto da un elettorato di centro sinistra e sostenuto dai partiti che rappresentano analoga coalizione, non ha esitato ad inciuciare con alcuni rappresentanti di partiti che si sono presentati alle elezioni chiedendo i voti degli elettori di centro destra per poi portarli in dote alla coalizione dello schieramento opposto.
Bella dimostrazione di coerenza quella avuta da quei consiglieri che si sono esibiti nel tristemente noto salto della quaglia, meritandosi il titolo di salta fossi pur di accaparrarsi un posticino nella giunta Variati.
Meridio, con la sua scelta, ha dimostrato di rispondere al suo partito.
Variati, con le sue scelte, dimostra ogni giorno di rispondere a ben altere logiche che non sempre sembrano avere a che fare con i partiti e con la politica.
Gli elettori vicentini meritano sia riservata loro chiarezza e coerenza.
Il Pdl è e rimane alternativo alla coalizione di centro sinistra e determinato a rimanere coerentemente all’opposizione della giunta Variati.
Siamo pronti a favorire l’aggregazione di tutte le forze moderate di centro destra per prepararci a tornare ad amministrare Vicenza per il bene della città i di tutti i suoi cittadini.

on. Sergio Berlato
Vice Coordinatore vicario provinciale del Pdl
Vice capo delegazione del Pdl nel PPE

Terremoto: informazioni corrette contro l'allarmismo


Si è sentita anche nel vicentino la scossa di terremoto con magnitudo 4.9 registrata questa mattina poco dopo le 9, con epicentro nel Reggiano. Nella notte la terra aveva tremato anche in provincia di Verona, dove poco prima dell'una era stata avvertita una scossa di 4.2 gradi Richter. 
L’ufficio provinciale di Protezione Civile e l’assessore alla Protezione Civile Marcello Spigolon hanno mantenuto per tutta la mattinata un costante contatto con il Centro Funzionale Decentrato della Regione Veneto, che continuerà anche nelle prossime ore.
Fortunatamente non c’è stato bisogno di nessun intervento sul territorio visto che il terremoto non ha causato danni. Grande, invece, è stata la paura dei vicentini, acuita da voci incontrollate su evacuazioni di scuole piuttosto che su nuove scosse. 
Un centinaio circa le telefonate arrivate all’ufficio, ma tante anche quelle arrivate direttamente all’assessore Spigolon. Si è trattato, perlopiù, di mamme preoccupate per i bimbi a scuola, ma hanno anche chiamato tanti sindaci e assessori comunali alla ricerca di informazioni certe. 
La prudenza in questi casi non è mai troppa –precisa Spigolon- ma l’allarmismo non è utile a nessuno, anzi in certi casi diventa proprio criminale se scatena il panico. Per tranquillizzare i cittadini abbiamo semplicemente fornito loro informazioni corrette: non ci sono state evacuazioni autorizzate di scuole, ma alcuni istituti hanno approfittato per testarne le procedure, per poi far tornare i ragazzi in classe. Quanto alle nuove scosse, il terremoto non è prevedibile, per cui nessun Ente né istituto di ricerca è in grado di avvisare in anticipo la popolazione. In ogni caso, qualora dovesse verificarsi, la nostra Protezione Civile è pronta ad intervenire.”



FONTE: www.provincia.vicenza.it

ON. BERLATO (PDL-PPE): NO ALLE CARCERI PRIVATE



“L’articolo 44 del decreto liberalizzazioni del Governo Monti sulla realizzazione di carceri private mi lascia fortemente perplesso”.
A sostenerlo è il Vice Capo Vicario della delegazione italiana del Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato.
“Con il “Project financing per la realizzazione di strutture carcerarie” è prevista la costruzione e la gestione degli istituti di pena da parte di soggetti privati.
Ciò significa che la gestione delle carceri, escluse le guardie, è affidata ad imprenditori.
Il rischio che potrebbe emergere sarebbe quello di infiltrazioni mafiose che purtroppo, ad oggi, sono state riscontrate praticamente a tutti i livelli, soprattutto nel settore edilizio. Sarebbe deleterio”, osserva il deputato europeo.
“Società a capitale mafio-trafficante potrebbero inserirsi nel business anche solo per garantire condizioni migliori di detenzione, ad esempio creando appartamenti di lusso per detenuti “privilegiati””.
“Sono fermamente convinto – conclude l’On. Berlato – che questo non sia il metodo migliore per risolvere le problematiche legate al settore penitenziario che comunque deve essere rivisto nella complessità del sistema penale italiano”.


Ufficio stampa
On. Sergio Berlato

mercoledì 25 gennaio 2012

ON. BERLATO (PDL-PPE): POTENZIARE IL TRASPORTO ALTERNATIVO ALLA GOMMA UTILIZZANDO LE RETI EUROPEE



“In questi giorni di protesta degli autotrasportatori credo sia utile interrogarsi sulla dipendenza dell’Italia dal trasporto su gomma, con particolare riguardo per il settore agroalimentare,. A dichiararlo è il Vice Capo Vicario della delegazione italiana del Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato.
“In Italia circa il 90% dei beni trasportati viaggia su gomma mentre in Germania la percentuale è del 65%.  Questo dato ci deve servire da stimolo per l’individuazione di misure atte a limitare l’incidenza del trasporto su gomma. Per raggiungere tale obiettivo - aggiunge l’eurodeputato - sono fermamente convinto che si debba potenziare il trasporto su rotaia in particolare attraverso il completamento e l’ampliamento dei cosiddetti “corridoi europei”, la rete integrata di trasporto ferroviario voluta dall’Unione europea. La sfida riguarderà soprattutto l’utilizzo di treni sempre meno inquinanti e sempre più veloci, in maniera tale da accorciare, in tutta sicurezza, i tempi di percorrenza del mercato comune europeo e limitare l’inquinamento atmosferico. Sono altresì convinto - chiosa l’On. Sergio Berlato - che si possano utilizzare meglio, inserendole in una visione strategica euro-mediterranea, le idrovie e le vie marittime.
Risulta quanto mai indispensabile sfruttare le opportunità che al nostro Paese vengono offerte dalla sua naturale collocazione geografica, riducendo il più possibile la nostra dipendenza dal trasporto su gomma ed investendo convintamente su ogni altro mezzo di trasporto che possa favorire la competitività del nostro sistema Paese, l’economicità dei trasporti ed il rispetto per l’ambiente.”


Ufficio stampa
On. Sergio Berlato
     

ON. BERLATO (PDL-PPE): IL GOVERNO ASCOLTI CHI PROTESTA NEL RISPETTO DELLE REGOLE



“Le violazioni della legalità sono inaccettabili e vanno contrastate con fermezza, tuttavia vanno ascoltate le ragioni di chi esprime il proprio profondo disagio ed il desiderio di trovare adeguata considerazione da parte delle istituzioni”.
A dichiararlo è il Vice Capo Vicario della delegazione italiana del Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato.
Per evitare che le proteste arrivino a paralizzare l’Italia, è indispensabile che il Governo Monti adotti provvedimenti equi ed equilibrati, valutando con la massima attenzione le ragioni delle categorie che manifestano il profondo malessere dei propri associati. Fino ad ora il Governo Monti sembra aver sbagliato sia metodo che obiettivo – incalza l’On. Berlato – la qual cosa è valutabile come un errore imperdonabile”.
Sulle liberalizzazioni promuove un decreto confuso e poco chiaro mentre sul lavoro finge di ascoltare le categorie, rimandando ogni decisione ad un futuro disegno di legge.
Se il Governo monti non muterà presto il proprio atteggiamento, riteniamo che cadrà molto prima della scadenza naturale della legislatura”.

Ufficio stampa
On. Sergio Berlato

ON. BERLATO (PDL-PPE): OPPORTUNO REGOLAMENTARE LE AGENZIE DI RATING



Le agenzie di rating hanno una responsabilità economica e sociale di assoluta rilevanza sulla base di quello che dicono e dei giudizi che danno”.
Lo sostiene il Vice Capo Vicario della delegazione italiana del Partito Popolare europeo, On. Sergio Berlato.
“Ritengo quindi opportuno che queste agenzie vadano sensibilmente regolamentate a partire dalla tempistica con cui fanno uscire i loro giudizi”.
“Di questi tempi è capitato con frequenza che discutibili giudizi di Standard&Poor’s, di Moody’s o di Fitch abbiano fatto sì che gli indici di Borsa da positivi siano diventati negativi o che gli spread dei titoli di stato decennali siano tutti schizzati nuovamente al rialzo”, afferma l’europarlamentare.
“Ad intervenire dovrebbe essere il Comitato di Basilea, organo che ha sede presso la Banca dei regolamenti internazionali e che racchiude tutti i Governatori delle Banche centrali del mondo. Anche l’Unione europea potrebbe e dovrebbe far sentire la propria voce su questo grande tema. E’ giunto il momento propizio per il cambio di rotta”, conclude l’On. Berlato.

Ufficio stampa
On. Sergio Berlato

SP 46: per le modifiche Vicenza adesso fa per sè

“Mi chiedo perché il Comune di Vicenza abbia avuto così fretta di organizzare una conferenza stampa per presentare le modifiche richieste a nome del Comune capoluogo alla progettazione definitiva della SP 46. Ancora una volta si fa una fuga in avanti, senza tener conto di tutto il lavoro di mediazione e coordinamento fatto nei mesi passati e che ha coinvolto non solo Vicenza, ma la Regione, il Comune di Costabissara, la Provincia e l’Autostrada Brescia Padova ed altre realtà contermini”. L’assessore provinciale alla Viabilità Giovanni Forte commenta così la conferenza stampa tenutasi oggi a Palazzo Trissino. La Provincia, con il coordinamento dell’Assessorato alla Viabilità, ha infatti svolto un intenso lavoro sul territorio per raccogliere le osservazioni di enti, cittadini, comitati e categorie economiche in merito al tracciato della SP 46, anche con sopralluoghi e contatti diretti con i cittadini interessati. Il progetto infatti coinvolge Vicenza e realtà locali contermini e attorno ad esso gli interessi in gioco sono numerosi e non tutti di segno unanime, tanto da rendere la fase di mediazione e di raccolta delle istanze particolarmente delicata e complessa. “Il metodo di lavoro –spiega Forte- è stato quello dell’ascolto e della condivisione. Per questo lascia perplessi il comportamento del Comune capoluogo che, senza aspettare di confrontarsi sulle modifiche richieste, sulla loro concreta realizzabilità e sulla compatibilità rispetto alle istanze degli altri soggetti interessati, presenta il proprio punto di vista, e solo questo, alla cittadinanza come un dato di fatto. Chi governa sa che ogni osservazione va analizzata dal punto di vista tecnico, normativo e sul piano della sostenibilità rispetto al progetto complessivo. Invece il Comune di Vicenza sembra pensare solo al proprio orticello”. A Palazzo Nievo insomma le esternazioni del capoluogo sono apparse come contraddittorie e fuori luogo rispetto al metodo di condivisione e sinergia portato avanti fino ad oggi. Le modifiche richieste andranno confrontate non solo con un quadro normativo dal quale non si può prescindere, ma anche con l’esigenza di risolvere i problemi della circolazione, non semplicemente spostarli dal capoluogo alle realtà limitrofe. I tecnici della Provincia intanto stanno ultimando l’analisi delle richieste di tutti gli interlocutori e a breve sarà pronta la delibera che illustrerà la fattibilità delle osservazioni, quelle che è possibile adottare e quelle che non verranno accolte.“La Provincia deve presidiare gli interessi di tutto il territorio – conclude Forte- non solo quelli del capoluogo. Per questo abbiamo cercato il confronto con tutti ed in particolare con il Comune di Vicenza, per il quale l’Assessore ai Lavori Pubblici Ennio Tosetto ha sempre dimostrato ampia disponibilità al lavoro di squadra. Almeno fino ad oggi. Se proprio si voleva fare un’uscita pubblica, si poteva concordare un momento condiviso e allargato a tutti i soggetti coinvolti: in questo modo si sarebbe potuto dare un’informazione completa, non strumentale, a tutti i cittadini del territorio”.






FONTE: www.provincia.vicenza.it