martedì 30 agosto 2011

COMUNICATO STAMPA - PRESIDENZA PROVINCIALE GIOVANE ITALIA VICENZA

COMUNICATO STAMPA

PRESIDENZA PROVINCIALE
GIOVANE ITALIA VICENZA

Vicenza, 30 agosto 2011

Oggetto: Giro della Padania insulto al Veneto e all’Italia intera

Manifestazioni sportive come il Giro della Padania riteniamo che siano un vero e proprio insulto alla nostra nazione, ancor più se celebrate nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
La corsa ciclistica a tappe che partirà il 6 settembre da Paesana, vicino al Monviso e alla sorgente del Po, e che arriverà il 10 settembre nel vicentino, in villa Cordellina a Montecchio Maggiore, non ha senso a partire dalla titolazione che porta ed è inspiegabile come la federciclismo abbia permesso che venisse attribuita.
La denominazione di una manifestazione sportiva che convoglia tanti giovani italiani ed europei, non è un elemento di poco conto come potrebbe sembrare perché tra le tante incertezze che noi giovani italiani stiamo vivendo con la crisi globale si staglia una certezza assoluta: la Padania non esiste e mai esisterà!
Sarebbe opportuno smettere con il relativismo e il qualunquismo che ai giorni nostri serpeggiano con troppa facilità anche quando si affrontano temi analoghi. Non si può intitolare una gara sportiva alla Padania perché non vi sono basi né storiche né culturali che possano portare nemmeno a sfiorare il pensiero della fondazione di uno stato padano, con buona pace degli amici leghisti.
E a proprio a loro diciamo che perseverare con queste provocatorie e sterili iniziative significa mancare profondamente di rispetto alla memoria di quegli uomini e di quei giovani che a partire dal Veneto si sono fatti portatori dello spirito nazionale unitario. Dal Grappa, al Piave passando per il Pasubio, dove tra l’altro i ciclisti, durante la discutibile corsa, sfileranno non distanti dal suo ossario, luogo sacro dei caduti per la Patria.
Calpestare questa storia significa andare nella direzione opposta rispetto alla tutela e alla promozione della cultura e dell’identità veneta, che a pieno titolo sono patrimonio dal valore inestimabile dell’Italia intera.
Per questo sabato 10 settembre la Giovane Italia sarà presente alla conclusione del Giro della Padania di villa Cordellina a cantare l’Inno di Mameli munita di Tricolore per dimostrare l’amore per la propria terra, per la propria storia, più semplicemente per la propria nazione che non è degna di essere calpestata da eventi spropositati.

Alessandro Benigno
Presidente provinciale
Giovane Italia Vicenza

VICENZA, CONSIGLIERI COMUNALI PDL INTERROGAZIONE URGENTE



Il settimanale Vicenza più finalmente pubblica la notizia del ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza al fido portavoce e capo di Gabinetto del Sindaco Variati.

La notizia in effetti circolava nei corridoi di Palazzo Trissino da parecchie settimane ma lo Staff del Sindaco aveva ben provveduto a non far trapelare all’esterno la questione.

Non vogliamo effettuare alcuna strumentalizzazione su una vicenda tutto sommato banale e privata.

Osserviamo però che vi è uno strano destino che accomuna gli effettivi ed unici assessori di fatto della Giunta Variati:

Matteo Quero e Jacopo Bulgarini sono, come è notorio, i veri amministratori della nostra Città, coloro che decidono le nomine più importanti all’insaputa dei consiglieri comunali, coloro che decidono le sorti e le strategie di tutti gli assessorati della Città di Vicenza, relegando gli assessori nominati a mere ed inutili comparse.

Entrambi hanno avuto la sventura di perdere la patente perché guidavano in stato di ebbrezza; l’unica differenza tra di loro è stata la reazione nei confronti degli agenti accertatori, veemente quella di Quero, pacata, sembra, quella di Bulgarini .

Quanto accaduto dubitiamo però possa essere una mera coincidenza, anche perché, da tempo, si sa che la sede istituzionale della Giunta Comunale non è più a Palazzo Trissino ma nelle osterie, pur apprezzate, della nostra Provincia.

Ci limitiamo per il momento ad osservare che appare quanto mai evidente che gli uomini più fidati dello sceriffo rosso Variati siano così sfortunati da razzolare male ciò che il loro sindaco predica con le note ordinanze.

Ciò premesso , preoccupati,

SI INTERROGA
il Sindaco chiedendogli:

quali provvedimenti intenda adottare, per evitare che l’azione dei suoi unici e più fidati uomini di governo sia continuamente minata dalle suddette insidie extrapolitiche, con evidente danno di immagine alla sua Amministrazione.


Vicenza, lì 30 Agosto 2011

I Consiglieri comunali

Valerio Sorrentino
Francesco Rucco
Gerardo Meridio
Marco Zocca

mercoledì 24 agosto 2011

ON. BERLATO, INVITO FESTA DI COMPLEANNO


Carissimi,


rinnovo a tutti Voi l’invito alla mia festa di compleanno
che si terrà giovedì 1 settembre p.v.
a partire dalle ore 19.00
presso Villa Godi Malinverni
via Palladio, 44 – Lugo di Vicenza (VI)

Nell’attesa di poter festeggiare assieme in allegria,
Vi saluto cordialmente.



on. Sergio Berlato



Vi prego gentilmente di voler confermare la Vostra presenza ai recapiti di seguito riportati per permetterci di riservarVi l’adeguata accoglienza, indicando il numero degli amici che Vi accompagneranno ed un Vostro recapito telefonico:
sara.segreteria@sergioberlato.it
tel. 0445/366332 fax 0445/378336

giovedì 18 agosto 2011

Variati e la sua bucolica passeggiata nell'area del Dal Molin



Il Sindaco Variati ha voluto lasciare come viatico al Ferragosto 2011 la sua bucolica passeggiata nell'area del Dal Molin.

Il segnale politico che si è voluto dare ad un inutile gesto è sin troppo chiaro: l'elemento caratterizzante di questa Amministrazione sarà il Parco della Pace.

Abbiamo già evidenziato come il Centro destra vicentino ritenga tale opera, per dirla in gergo " fantozziano", una boiata pazzesca.

Vicenza, che è città, dal privilegio quasi unico di avere a mezzora di auto , monti, colli, laghi, mare, non ha necessità alcuna di un parco di tali dimensioni. Esso, se mai verrà mai fatto, sarà semplicemente un luogo simmbolico per manifestazioni antiamericane o tutt' al piu', un nuovo luogo di ritrovo per extracomunitari.

Spendere quindi undici milioni di euro per un'opera inutile è un atto scellerato, su cui ci auspichiamo intervenga presto anche la società civile.

L'unica vera alternativa al Parco è rappresentata dalla previsione di un moderno Centro di Protezione civile, che possa far fronte ai sempre piu' frequenti eventi calamitosi.
Sappiamo bene che, se il 1 novembre 2010 , anzichè i pochi impiegati del Comune, fosse stato operativo il Centro Protezione civile, i danni sarebbero stati di gran lunga inferiori.

E' per questo motivo che preannunciamo, sin dall'autunno prossimo, una campagna di sensibilizzazione della Città, per fermare le vanesie intenzioni del Sindaco, sempre piu' distante dai veri bisogni di Vicenza

I CONSIGLIERI PDL
VALERIO SORRENTINO
FRANCESCO RUCCO
GERARDO MERIDIO

MANOVRA AGOSTO 2011: i contenuti principali


La manovra approvata dal governo il 12 agosto 2011, per mettere defintivamente al sicuro l’Italia e garantire il pareggio di bilancio dal 2013 si compone di tre parti: riduzione dei costi degli apparati burocratici e politici, interventi per lavoro e sviluppo e finanza pubblica. La manovra non prevede tagli per sanità, scuola, ricerca, cultura, 5x1.000, edilizia carceraria.

A. RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA
1. Riduzione e accorpamento di Province sotto i 300.000 abitanti o fino a 3.000 km quadrati di superfice e corrispondente soppressione delle Prefetture e di tutti gli uffici corrispondenti. Il taglio sarà effettutato in base la censimento previsto nel 2012. La stima è di un taglio tra le 29 e le 35 province.
Le province che rimarranno avranno dimezzati il numero dei consiglieri e degli assessori.
All’abolizione delle province secondo i criteri della popolazione e della superficie va aggiunto l’effetto dell’istituzione delle 10 città metropolitane destinate a sostituire altrettante province, previste dal federalismo fiscale.
Inoltre va ricordato che il governo aveva già ridotto del 20% il numero dei consiglieri provinciali e degli assessori provinciali, a partire dalle recenti elezioni della scorsa primavera
2. Accorpamento dei piccoli comuni, sotto i mille abitanti, che sono circa 1.500. I cittadini sceglieranno solo il sindaco, che svolgerà le funzioni prima assegnate agli assessori. Il provvedimento porterà alla riduzione di quasi 50 mila cariche politiche.

3. Riduzione del 20% dei consiglieri regionali e conseguente riduzione degli assessori e degli stipendi. Istituzioni dei revisori dei conti anche per le Regioni.

Alla fine del processo previsto nei punti precedenti, il rapporto tra popolazione e rappresentanti sarà di uno ogni 1.100 cittadini: attualmente il rapporto è di un eletto ogni 428 cittadini.

4. Incompatibilità del ruolo di parlamenatre con quello di sindaco o di presidente di provincia.

5. Ridotta del 50% l’indennità per i parlamentari che hanno un altro reddito uguale o superiore a quello percepito come parlamentare.

6. Raddoppiato il contributo di solidarietà per i parlamentari: sarà del 10% tra 90 e 150.000 euro e del 20% sopra i 150.000.
Va inoltre ricordato il disegno di legge costituzionale approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 21 luglio, che prevede il dimezzamento del numero dei parlamentari.

7. Politici, amministratori pubblici, dipendenti dello Stato e componenti di enti, potranno volare solo in classe economica.
8. Ulteriore taglio di 12 miliardi alle spese per il funzionamento dei ministeri e degli enti locali.
9. Abolizione del Sistri, il sistema per la tracciabilità dei rifiuti
10. Ridimensionamento del Cnel, che passa da 121 a 70 componenti.
11. Saranno soppressi tutti gli enti pubblici cone meno di 70 dipendenti.

B. LAVORO E SVILUPPO
1. Privatizzazioni e liberalizzazioni dei servizi pubblici locali. Il governo sta studiano ipotesi di nuove privatizzazioni. Il decreto prevede incentivi per gli enti locali che collocano sul mercato le società da loro controllate.

2. Contro il lavoro nero, viene limitato l’abuso dei tirocini e viene introdotto il reato di caporalato con le relative sanzioni.

3. La contrattazione aziendale potrà stabilire anche in deroga ai contratti nazionali tutto ciò che definisce l’organizzazione della produzione e del lavoro, dall’orario di lavoro al mansionamento, dai rapporti lavoro fino al licenziamento senza giusta causa, con l’esclusione dei licenziamenti discriminatori.
La norma risponde alla sollecitazione della Banca centrale Europea e rafforza la contrattazione di prossimità, quella aziendale e quella territoriale, senza toccare i minimi contrattuali nè modificare alcuna legge in materia di lavoro e nessun articolo dello Statuto dei Lavoratori, compreso l’articolo 18.

4. Nuovo giro di vite contro l’evasione fiscale. Si arriva fino alla sospensione dell’attività per chi non emette scontrini e fatture. Tracciabilità dei pagamenti: il limite per le transazioni in contanti è ridotto a 2.500 euro.

5. Le festività civili non saranno più celebrate nella data in cui cadono ma nella domenica precedente o seguente, come avviene negli altri Paesi europei. Il recupero di questi giorni lavorativi avrà positive ricadute sul Prodotto Interno Lordo.

C, FINANZA PUBBLICA
1. Reintroduzione della Robin Hood tax sul settore dell’energia. Essa consiste in un aumento del 4% dell’imposta sul reddito della società del settore energetico, con ricavi superiori a 10 milioni di euro e reddito imponibile a oltre un milione di euro. Sarà applicata per i tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010.
Il Governo stima un gettito di due miliardi di euro. In questo caso i 12 miliardi di tagli previsti sia per ministeri ed enti locali scenderebbero a
10. La prima edizione (2008) della Robin Tax è servita a finanziare interventi sociali come la Social Card per i meno abbienti.

2. Contributo di solidarietà. Sarà del 5% per i redditi sopra 90.000 euro e del 10% sopra 150.000 per tre anni, avra’ effetto a partire dal 2011 e sara’ deducibile dal reddito. Il prelievo riguarderà, con lo stesso tetto, anche i lavoratori autonomi a partire dal 2012 e farà ovviamente riferimento al reddito dell’anno precedente.
Va ricordato che questa norma era già in vigore dal 2010 per i dirigenti pubblici: inoltre per i parlamentari il contributo di solidarietà è raddoppiato.

3. Nuova tassazione delle rendite. Un’unica aliquota al 20% come tassazione sulle rendite finanziarie e sui conti correnti bancari, esclusi i titoli di Stato, che rimangono tassati al 12,5%.

4. L’equiparazione dell’età per la pensione tra donne e uomini, attraverso l’innalzamento progressivo dell’età pensionabile delle donne lavoratrici dipendenti del settore privato viene anticipato al 2016 (invece che al 2020).
Questo intervento completa la riforma del sistema pensionistico italiano e lo rende uno dei più saldi d’Europa.

5. La legge delega per la riforma dell’assistenza sociale sarà anticipata al 2011 e dispiegherà i suoi effetti già nel 2012 (con un risparmio di 4 miliardi, che diventeranno 17 nel 2013). Sarà messo a punto un nuovo “indicatore del bisogno” più severo per l’accesso alle prestazioni dell’Inps, saranno rivisti i criteri per le pensioni di invalidità e gli assegni di reversibilità.
Va ricordato che contro i falsi invalidi il governo sta attuando un piano straordinario di 800.000 controlli (2009-2012). Nel 2010 sono state revocate il 23% delle pensioni oggetto di verifica.

6. Prolungato da 6 a 24 mesi il periodo per la percezione della liquidazione per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni che vanno in pensione in anticipo, usando il meccanismo della pensione di anzianità.

7. Sarà più facile trasferire i dipendenti pubblici se l’amministrazione ha una esigenza in questa direzione. Inoltre le tredicesime dei dipendenti pubblici potranno essere pagate in tre rate annuali posticipate in presenza di uno scostamento rilevante dagli obiettivi di efficienza previsti per l’anno di riferimento.

8. Aumenta l’accise sui tabacchi ed è prevista la possibilità di attivare nuovi giochi e lotterie, con un gettito previsto di 1,5 miliardi.

venerdì 5 agosto 2011

Meneghetti/Manuzzato: Lettera agli iscritti del PDL Sovizzo



Carissimi iscritti al Popolo della Libertà di Sovizzo,
ho avuto la delega dal Coordinatore Cremon di portare avanti, in sua vece, la nuova fase di tesseramento e riorganizzazione del partito a livello locale.

Il primo passo, come descritto dalla lettera del Segretario Politico Alfano, consiste nell’organizzare il PDL con regole è qui che noi come iscritti entriamo in gioco.
Fino al 15 settembre avremo la possibilità di mandare i nostri suggerimenti al “Gruppo delle regole”, pertanto nei primi giorni di settembre organizzeremo una riunione dove ognuno di noi potrà esprimere i propri pensieri riguardo la modalità d’iscrizione, di partecipazione al voto, di celebrazione dell’election day del PDL e dei congressi provinciali. Questi nostri suggerimenti saranno mandati al “Gruppo delle regole” per essere vagliati dai membri del gruppo stesso cosicché Sovizzo avrà contribuito in modo attivo alla nuova fase di riorganizzazione.

Presto sarà organizzato il congresso provinciale del nostro partito, pertanto chi non si è ancora iscritto al tesseramento 2011, potrà farlo fino a fine ottobre, per non perdere il diritto di voto, essenziale per partecipare al cambiamento.

Abbiamo bisogno di tutti Voi per riorganizzare il PDL, per il nostro bene comune, per la nostra Sovizzo, per valorizzare la forza vitale della nostra società, per tutte le persone per bene che ci stanno vicino; per tutto questo c’è bisogno di nuova linfa.
Per questo ti chiediamo di prendere contatto con noi: diventa anche tu parte attiva di questa nuova fase. Non abbiamo bisogno di cambiare casacca per far vedere che siamo la novità, noi abbiamo le idee, le nostre idee per un futuro migliore! Facciamo vedere questa “Italia migliore”, dimostreremo che esiste veramente il ”partito degli onesti”, che il malessere della politica consiste negli uomini “sbagliati”.
La cura alla politica attuale non è l’anti-politica: con le persone per bene, ci può essere una politica per bene.

Sovizzo, 05 agosto 2011

Giorgio Meneghetti
Esecutivo PDL Vicenza
con delega del Coordinatore di Sovizzo

Stefano Manuzzato
Vicario Coordinatore PDL Sovizzo

Info: Stefano - tel. 3487006166

giovedì 4 agosto 2011

TONIOLO (PDL) PROPONE UNA LEGGE PER ELIMINARE I CDA DELLE ATER VENETE: RISPARMIO ANNUO SUL MILIONE DI EURO!



"In un momento di difficoltà come questo è necessario fare economia e eliminare spese e ridurre costi che non ci possiamo permettere non solo a palazzo ma anche negli enti strumentali regionali, a partire dalle ATER: lo dobbiamo ai nostri concittadini che ci hanno delegato a governare la Regione". Lo afferma il consigliere regionale Costantino Toniolo (Pdl), presidente della commissione bilancio di palazzo Ferro Fini, che ha presentato una proposta di legge sottoscritta da altri undici consiglieri di diversi gruppi politici, titolata Modifiche alla legge regionale del 9 marzo 1995, n. 10, "Norme per il riordinamento degli enti di edilizia residenziale pubblica", per la razionalizzazione e la riduzione delle spese degli apparati amministrativi.

Tra i firmatari anche Bond, Cortelazzo e Tesserin (Pdl), Marotta, Franchetto e Pipitone (IdV), Valdegamberi (Udc), Foggiato (UNE), Bottacin (Verso Nord), Puppato (Pd), Pettenò di FSV.

"Cominciamo dalle Ater perché riteniamo che vi sia la possibilità di rendere più efficienti questi enti", spiega Toniolo. "La proposta consiste nell'eliminazione dei Consigli di amministrazione delle Ater che oggi contano un presidente, un vicepresidente e due o tre consiglieri. Al loro posto un direttore generale che si rapporta direttamente con la Giunta regionale, fatto, questo, che sicuramente garantisce maggiore efficienza", prosegue Toniolo. "E poi al posto del collegio dei revisori dei conti (di solito tre membri) un solo revisore per tagliare le spese!"

"Il risparmio sommando le sette Ater venete, diventa considerevole", puntualizza il presidente della commissione bilancio. "Solo in compensi dei CdA la Regione andrebbe a risparmiare più di 600 mila euro all'anno. Vi sono poi tutta un'altra serie di spese collegate all'attività degli amministratori (le auto blu dove presenti, rimborsi e benefit vari, locali, ecc) che porta il risparmio annuo a un milione di euro!"

"E le risorse risparmiate", conclude Toniolo, "potranno essere destinate alla realizzazione di interventi di edilizia residenziale pubblica!"

Franzina, subito una ordinanza sindacale per combattere il dilagante fenomeno della prostituzione a Vicenza.


Comune di Vicenza
Gruppo consiliare PDL



Il capogruppo


Alla cortese attenzione di
Luigi Poletto
Presidente del Consiglio Comunale
SEDE


Interpellanza : subito una ordinanza sindacale per combattere il dilagante fenomeno della prostituzione a Vicenza.


Oramai la situazione di degrado e di occupazione del territorio da parte di prostitute e protettori è insopportabile ed i cittadini chiedono azioni FORTI di ripristino della legalità e di regole di convivenza civile.
E’ inaccettabile che interi quartieri di Vicenza siano oramai sottoposti ad assedio diurno e notturno di prostituite e protettori.
E’ inaccettabile che i cittadini siano “scacciati” dalle loro abitazioni da situazioni di invivibilità e disturbo a tutte le ore del giorno e della notte
E’ inaccettabile che attività economiche e commerciali SANE ricevano da tale situazione di degrado gravi danni di immagine ed economici.

Bene che lo Stato invii nuove forze di polizia, ma serve che il Comune faccia la sua parte.

Interpello quindi il Sindaco affinché, attraverso lo strumento della ordinanza :

1. Sancisca che Vicenza è città che vieta la prostituzione e la combatte in ogni sua forma.
2. Individui le vie particolarmente vessate da fenomeno della prostituzione in strada.
3. In tali vie sia VIETATA la circolazione automobilistica ai non residenti dalle ore 21.00 alle ore 05.00, pianificando specifici controlli di polizia locale.
4. Sia VIETATO e SANZIONATO in tutte le vie della città lo stazionamento a bordo strada in atteggiamento palesemente adescatorio.
5. Sia VIETATO e SANZIONATO agli automobilisti il “fermarsi” in atteggiamento palesemente contrattuale in tutte le vie cittadine, aumentando il più possibile la sanzione pecuniaria per tale comportamento.
6. Siano censiti, partendo dalle numerose inserzioni pubblicitarie sulla stampa e su internet, gli appartamenti oggetto di probabile attività di prostituzione.
7. Si verifichi per tali appartamenti l’esistenza di un contratto di locazione regolarmente registrato e depositato, si verifichi anche che sia stata effettuata la comunicazione alla questura riguardo alla avvenuta locazione come prevede la normativa.
8. Su tali appartamenti sia attivato un controllo fiscale per verificare che il proprietario paghi regolarmente ICI IRPEF e TIA, come la più recente normativa consente.




9. Sia segnalato alla autorità giudiziaria il nominativo dei proprietari degli appartamenti ove si svolge una probabile attività di meretricio, notificando la situazione all’interessato.
10. Siano aumentate le attività di presidio del territorio da parte della polizia locale soprattutto nelle ore serali e notturne.
11. Sia previsto per le SANZIONI pecuniarie la non immediata oblabilità (motivando con la necessità di supplementi di indagine), onde inviare a casa del sanzionato un verbale dettagliato della contestazione.
12. Si invitino i cittadini, anche attivando apposito numero telefonico (TELEFONO ANTI-PROSTITUZIONE), a segnalare situazioni di comportamenti anomali e disturbanti (via vai di sconosciuti in orari inusuali).


Vicenza, 4 Agosto 2011.


Maurizio Franzina

mercoledì 3 agosto 2011

ISTRUZIONE: DONAZZAN, REGIONE APPOGGIA GIUSTA BATTAGLIA INSEGNANTI PRECARI




“Con questa delibera, la nostra Regione si schiera a favore della giusta battaglia degli insegnanti precari, per vedere rispettata la loro scelta di vita professionale e personale”. Commenta così l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Elena Donazzan, la delibera regionale approvata oggi a Palazzo Balbi a Venezia, che prevede l’autorizzazione all’intervento della Regione Veneto nel giudizio avanti al Tar del Lazio proposto, tra gli altri, dal “Comitato tutela docenti precari L.296/6”. “In queste ore- precisa Donazzan- si sono definite le graduatorie da cui attingere per gli incarichi nell’anno scolastico 2011-12 e, a causa del cosiddetto ‘inserimento a pettine’, moltissimi insegnanti provenienti da altre province, prevalentemente del sud Italia, hanno scavalcato i loro colleghi con punteggi decisamente anomali e maggiori”.
“In questa battaglia - conclude l’assessore regionale- ho coinvolto anche le altre regioni perché la stessa anomalia si è verificata, per esempio, in provincia di Napoli ai danni di quella di Avellino piuttosto che in quella di Caltanissetta “che ha invaso” quella di Catania”.

TONIOLO(PDL)SU PATTO DI STABILITA’:“REGIONALIZZARE E’ UN IMPERATIVO CATEGORICO.ADESSO APRIAMO IL CONFRONTO ALLE AUTONOMIE LOCALI



“La regionalizzazione del patto di stabilità fornirà elementi di flessibilità al sistema, compensando elementi virtuosi con altrettanti critici, azzerando in tal modo il numero di enti inadempienti e sfruttando appieno le potenzialità del sistema veneto. Solo così le amministrazioni locali venete potranno far valere le loro gestioni sane e parsimoniose”.

A esserne convinto è il presidente della Prima Commissione (Attività istituzionali e Bilancio) Costantino Toniolo, reduce dalla discussione dei due progetti di legge volti ad adattare il patto di stabilità nazionale alle specificità del Veneto.

La possibilità di “personalizzare” il famigerato patto di stabilità è dato da una legge statale, la numero 220 del 13 dicembre del 2010. “Questa legge”, spiega Toniolo, “ha espressamente previsto la possibilità per le regioni di adattare alle specificità dei sistemi regionali i vincoli derivanti dal patto di stabilità. Il disegno di legge d’iniziativa della Giunta, in particolare, consente di compensare le diverse situazioni delle province e dei comuni rendendo più flessibile il meccanismo a livello regionale. Infatti alcuni enti locali non hanno problemi a rispettare i vincoli del patto ed anzi non sfruttano fino in fondo lo spazio loro concesso dal patto; altri, invece, non sono in grado di rispettare il patto e rischiano d’incorrere nelle sanzioni previste”.

Una cosa è però certa: dalla discussione non saranno escluse le amministrazioni comunali e locali in generale. La garanzia arriva dallo stesso presidente di Commissione: “Le modalità attuative saranno successivamente determinate dalla Giunta regionale sulla base di criteri stabiliti con i rappresentanti delle autonomie locali”, assicura. “Spero che si possa arrivare a una risposta definitiva in tempi brevi. La virtuosità dei comuni veneti deve essere riconosciuta per il principio che situazioni differenti non possono essere trattate in modo uguale”.

martedì 2 agosto 2011

TONIOLO (PDL) SU RENDICONTO: “CONTI OK, MA PROSEGUIAMO LA LOTTA AGLI SPRECHI. L’OBIETTIVO RESTA L’EQUILIBRIO DI BILANCIO”



“Dobbiamo fare un percorso che ribadisca tra le sue priorità la razionalizzazione della spesa e la riduzione degli sprechi, senza dimenticare la semplificazione complessiva della macchina amministrativa”.

Lo afferma il Presidente della Prima Commissione, Costantino Toniolo, dopo la seduta di questa mattina durante la quale è stato illustrato il rendiconto generale relativo all’esercizio 2010.

Per il consigliere del Popolo della Libertà non c’è altro modo per far fronte ai tagli governativi nei confronti delle regioni introdotti con la manovra finanziaria dello scorso anno ed ulteriormente inaspriti da quella prospettata nel decreto legge n. 98/2011, convertito in legge due settimane fa.

“Le chiusure contabili dell’esercizio finanziario 2010 evidenziano che il fondo cassa della Regione Veneto ammonta a 1.361 milioni di euro, risultando in aumento di 73 milioni rispetto alla chiusura dell’esercizio 2009; la massa dei residui attivi è pari a 9.852 milioni, in riduzione di 2.802 milioni, mentre quella dei residui passivi è pari a 12.190 milioni, anch’essa in riduzione di 2.290 milioni”.

Toniolo tira così le somme: “Di conseguenza il saldo finanziario, determinato sottraendo a fondo cassa e residui attivi quelli passivi, è negativo per 977 milioni e in peggioramento di 440 milioni rispetto alla chiusura dell’esercizio precedente”.

Ma il quadro, visto nella sua interezza, non è affatto nero. Anzi. “Questo risultato”, prosegue il presidente della Commissione Bilancio a Palazzo Ferro-Fini, “è tuttavia controbilanciato da una solida situazione di cassa presso il tesoriere regionale. Questa situazione, nel corso del 2010 ha consentito - così come previsto dal vigente ordinamento contabile - di non procedere alla contrazione di quei mutui che il bilancio di previsione aveva inizialmente autorizzato”.

“Emerge inoltre che la capacità d’impegno – ovvero il rapporto fra impegni e stanziamenti utile al fine di valutare l’attendibilità delle previsioni di competenza sotto l’aspetto gestionale – si mantiene elevata, attestandosi negli ultimi quattro anni su percentuali superiori all’80 per cento: a testimoniare il buon grado di efficienza della struttura operativa regionale”.

Non manca una riflessione finale: “La permanenza per il secondo anno consecutivo di un disavanzo contabile, deve farci riflettere anche in termini di future politiche di bilancio, in particolare per le spese d’investimento, che vengono tipicamente coperte per buona parte ricorrendo all’indebitamento: occorre quindi frenare la politica espansiva del bilancio, che nell’ultimo decennio non ha conosciuto pause, evitando la creazione di ulteriori deficit e consentendo al bilancio stesso di riportarsi entro livelli contabili e finanziari più equilibrati”.

OCCUPAZIONE E IMPRESE ACCORDO TRA VENETO E SARDEGNA



(AVN) – Venezia, 2 agosto 2011

Rafforzare la collaborazione economica tra Veneto e Sardegna, per contrastare la crisi finanziaria ed occupazionale che ha caratterizzato questi anni, superare il divario tra aree geografiche, creare i migliori presupposti per una crescita stabile. E’ questo, in sintesi, l’obiettivo che la Regione del Veneto e la Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con le rispettive rappresentanze di Confindustria e Confartigianato, si sono date per trasformare in azione concreta uno dei punti cardine della strategia di coesione e sviluppo che l’UE ha definito per il prossimo decennio, contenuta nel documento “Europa 2020”. L’idea è quella di “fare sistema” tra le realtà e le potenzialità delle due regioni, sperimentando percorsi innovativi di collaborazione e innescando processi di sviluppo, grazie anche alle risorse finanziarie da subito disponibili con la programmazione 2007-2013 del Fondo Sociale Europeo per il Veneto e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per la Sardegna.

L’accordo firmato oggi a Venezia dall’assessore regionale all'istruzione, formazione e lavoro Elena Donazzan e dal vice presidente della Regione autonoma della Sardegna, Giorgio La Spisa, presenti il presidente di Confindustria Veneto Andrea Tomat e di Confartigianato Giuseppe Sbalchiero, ha come oggetto lo sviluppo di un programma organico di collaborazione tra le due Regioni per attivare modelli di cooperazione interregionale finalizzati allo sviluppo dei territori, all’utilizzo sinergico delle risorse messe a disposizione dall’UE e al trasferimento di “buone pratiche”. “È un patto sul lavoro – ha sottolineato l’assessore Donazzan - che si rinnova in questo periodo di nuove difficoltà e che ci auguriamo possa portare ulteriori opportunità per le aziende tra Sardegna e Veneto”. “Lo sviluppo – ha detto il vice presidente La Spisa – non nasce da decisioni prese dall’alto ma da quello che si genera dalla società, grazie alle risorse umane. Vanno quindi incentivate misure tese a sostenere questa creatività”.
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Con questo accordo la Regione del Veneto si impegna ad individuare i settori trainanti e i punti di forza del proprio tessuto imprenditoriale per facilitare l’adesione mirata a progetti di investimento nel territorio sardo, identificando strumenti e fonti di finanziamento. Anche la Regione Autonoma della Sardegna si impegna ad indicare settori e punti di forza del proprio tessuto imprenditoriale in funzione di progetti di investimento nel territorio sardo delle imprese venete, identificando strumenti e fonti di finanziamento, sostenendo la qualificazione ed il rafforzamento delle competenze delle risorse umane coinvolte nella attuazione delle iniziative di partenariato interregionale. L’iniziativa ha lo scopo di individuare “corridoi produttivi qualificati”, creare reti di imprese e promuovere l’occupazione.
“Nella storia - ha sottolineato Donazzan - entrambe le comunità regionali hanno affrontato scelte difficili e per le proprie genti anche di grande sacrificio, penso all'accoglienza in terra sarda dei veneti durante la costruzione delle città nuove tra le due guerre”. “Ancora oggi- ha precisato l’assessore regionale – l’inflessione del nostro dialetto risuona per le strade di Carbonia ed è il segno delle opportunità nelle difficoltà che scaturiscono dal lavoro”. “L’accordo firmato oggi - ha aggiunto – è corroborato da un contestuale protocollo d’intesa che ognuna delle due Regioni ha stipulato con le rispettive rappresentanze regionali di Confindustria e Confartigianato, e nasce dalla constatazione che le nostre due realtà sono, sotto il profilo economico ed occupazionale, diverse e complementari e dunque potenzialmente sinergiche”. “Non vi è dubbio – ha concluso l’assessore veneto- che questa iniziativa ha un valore particolare sia perché anticipa di fatto alcuni elementi che caratterizzeranno la prossima programmazione comunitaria (in linea con le indicazioni di Europa 2020), sia perché rappresenta un modo per celebrare fattivamente i 150 anni dell’Unità del nostro Paese, le cui realtà del territorio spesso dimenticano di fare sistema.”

SORRENTINO, COMUNICATO STAMPA

A margine della conferenza stampa, stamane tenutasi, si intende ribadire l'assoluta gravità di quanto avvenuto con la pubblicazione della sentenza TAR 1 agosto, emessa a seguito del ricorso presentato dal bar Jona.

Come si ricorderà, a seguito di una brillante operazione di polizia ( eseguita anche grazie alle telacamere installate dalla passata Amministrazione), il Sindaco aveva disposto la chiusura del bar.

I Giudici amministrativi hanno tuttavia annullato il provvedimento di chiusura dell'esercizio pubblico, disposto dal Comune, semplicemente in quanto atto amministrativo non adeguatamente motivato ed istruito.

E' cioè avvenuto che il Sindaco, nell'emanare l'ordinanza, si è limitato ad invocare la pregressa operazione di polizia e gli arresti avvenuti. Egli avrebbe invece dovuto individuare ed allegare motivazioni di interesse pubblico e generale, nella fattispecie sicuramente presenti, ma completamente omesse.

Un minimo di competenza e di capacità amministrativa avrebbe sicuramente consentito di costruire un provvedimento inattaccabile. La conseguenza beffarda è che il Bar Jona si accinge a riaprire e persino a chiederci i danni!

Purtroppo questa Giunta, dimostra non solo continuamente una cultura lassista e tollerante, che ha contribuito a portare nella nostra città episodi di criminalità senza precedenti; ma una vera e propria incapacità ed inettitudine in materia di sicurezza, tali da rendere del tutto inutile persino l'aiuto che lo Stato si accinge a dare, con l'invio di altri militari.

La conclusione è che, sino a quando il Sindaco continuerà ad essere piu preoccupato della propria immagine che dei veri problemi e persisterà con iniziative effimere e ridicole, i cittadini continueranno a percepire ed a subire la mancanza di sicurezza.


Valerio Sorrentino
Coordinatore vicario del PDL

FORMAZIONE. CONSEGNATE ALL’ASSESSORE DONAZZAN 2 MILA FIRME PER SALVARE IL CFP DI ZEVIO (VR)

Una delegazione dell’amministrazione comunale del comune di Zevio (Vr) ha consegnato questa mattina, a Palazzo Balbi a Venezia all’assessore regionale alla Formazione professionale e al Lavoro Elena Donazzan, una petizione, firmata da oltre 2 mila cittadini, per salvare il Centro di formazione professionale (Cfp) della stessa città.
Presenti all’incontro il sindaco di Zevio Paolo Lorenzoni, l’assessore Marialuisa Tezza e i consiglieri comunali Nicola Ranghiero, Paola Conti e Claudio Strambini.
L’assessore Donazzan commenta: “Faccio un plauso all’amministrazione che, per conoscere la reale importanza della formazione professionale erogata dal Centro di Zevio, ha coinvolto, con un ‘indagine sul territorio, oltre 50 aziende”.
“Le ristrettezze di bilancio- precisa l’asssssore- hanno obbligato la Regione ad un riduzione significativa delle risorse destinate alle province che, tuttavia, sono sufficienti se limitate alla formazione iniziale, cioè a quei ragazzi in assolvimento del diritto- dovere”. “Ho chiesto all’assessore Roberto Ciambetti- conclude Donazzan- che a settembre convochi il Tavolo delle Autonomie per avere il parere dalle Province sul riparto dei 4 milioni di euro destinati ad esse”.

APPROVATO LO STATUTO - TONIOLO (PDL): ADESSO LA LEGGE ELETTORALE - FISSATA SEDUTA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI A SETTEMBRE

DICHIARAZIONE DI COSTANTINO TONIOLO, PRESIDENTE COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI:
"Nell'anno in cui si festeggiano i 150 anni dall'unità d'Italia era doppiamente giusto portare a compimento un lavoro che si trascina da qualche legislatura per adeguare ai tempi attuali lo Statuto e il Regolamento d'aula del Consiglio regionale del Veneto.
Così è stato: dopo un lungo lavoro di mediazione si è riusciti a licenziare prima delle ferie estive questa normativa fondamentale per il corretto funzionamento dell'aula.
Era nostro dovere arrivare a chiudere questa partita nel nome del bene comune che siamo chiamati a perseguire grazie alla volontà popolare.
Il nuovo Statuto fotografa il Veneto di oggi e ci invita a snellire ulteriormente i costi della macchina regionale. Il nuovo Regolamento invece ci aiuterà in aula a rendere più veloce e comprensibile al cittadino il ritmo dei lavori legislativi!
Nell'ultima seduta odierna della commissione Statuto siamo riusciti a chiudere sul numero degli assessori esterni previsti in Giunta (al massimo il 50%); è stato fissato il numero massimo di consiglieri che siedono in aula sul numero attuale di 60 (oggi avrebbero potuto essere anche di più secondo lo Statuto vigente); non è stato inserito il cosiddetto voto di fiducia di comune accordo e si è deciso definitivamente di eliminare il cosiddetto "listino": pertanto in futuro tutti i consiglieri dovranno misurarsi con l'elettorato.
Ora il nuovo Statuto e il nuovo Regolamento d'aula sono stati licenziati dalla commissione speciale. Prima di approdare in aula dovranno essere accompagnati dalla nuova legge elettorale. Sarà la commissione Affari istituzionali, che convocherò a settembre ( prima data utile dopo le ferie) ad esaminare la proposta di legge elettorale declinata secondo il nuovo Statuto".

lunedì 1 agosto 2011

RUCCO, CICLISTA CADE DALLA BICICLETTA E MUORE A CAUSA DI UNA BUCA

Sugli organi di stampa locali appare la notizia della morte del sig. Umberto De Boni, dopo una caduta in bici.
Dalle prime testimonianze raccolte sembra che il sig. De Boni sia caduto a causa di una buca – non segnalata- sul manto stradale della strada Viale X Giugno che porta da Monte Berico al centro cittadino. Solo dopo l’incidente sono stati posizionati i cartelli nel punto in cui si trova la buca teatro dell’incidente.

La predetta via cittadina versa in realtà in pessime condizioni di manutenzione, tano quanto (se non peggio), altre strade importanti –e meno- della nostra città. Si citano ad esempio Strada Bertesina, Strada Pasubio, Strada Marosticana.

La stessa Amministrazione ammette che lo stato di manutenzione delle strada è pessimo, la città si dice appare “crivellata”.

Nonostante ciò ci chiediamo:
- doveva proprio venire a morire una persona perché il Comune si attivasse per fare interventi urgenti sulle strade cittadine?
- per quale motivo l’Amministrazione Comunale, pur in ristrettezze economiche, continua ad investire risorse pubbliche sulle rotatorie (comprese l’ultima trovata delle mini rotatorie) e non concentra tutte le medesime risorse sulla manutenzione stradale e dei marciapiedi della città?

Troviamo irresponsabile non dedicare la totale attenzione all’asfaltatura delle strade, datochè in caso di incidente da cattiva manutenzione, i cittadini subirebbero i danni più gravi mentre il Comune si troverebbe esposto a numerose cause per il risarcimento dei danni.

Il capogruppo vicario PDL Vicenza
Francesco Rucco

FRANZINA, SPARATORIA IN CENTRO

Comune di Vicenza
Gruppo consiliare PDL



Il capogruppo



COMUNICATO STAMPA



Facile fare polemica oggi, con il centro cittadino trasformato, e non è la prima volta, in un BRONX con tanto di sparatoria, feriti, e cittadini terrorizzati.

Ma anche troppo semplice. Perché l’analisi dei fatti accaduti in questi due anni da la misura di una situazione ben più grave e complessa di quanto il singolo fatto, ancorché gravissimo, esprima.

La città è sempre più abbandonata ad un lassismo che promana, prima di tutto, dalle istituzioni.

E’ prima di tutto la classe dirigente politica che governa la città a non avere i mezzi per comprendere e reagire in modo adeguato alla situazione che si dipana e crescerà sempre di più nei prossimi anni.

Non è con gli appelli al “vogliamoci bene”, o con gli inviti all’unità delle forze politiche, o con il solito “buonismo” targato Variati, che si affronta e si contrasta la crisi di questo inizio millennio.

So già cosa dirà l’ufficio del Sindaco, partirà dalla critica della passata amministrazione (sempre responsabile di ogni accadimento), passando poi all’appello alle “forze vive” (che non si sa bene cosa siano), il tutto arricchito da un documento di buone intenzioni di uno dei partiti (o gruppi) collaterali, e con il solito BLA BLA si dirà che il problema è in via di risoluzione, almeno sino alla prossima sparatoria !

In realtà però non è così.

La prima cosa che si nota è che gli episodi più gravi accadono dove le istituzioni hanno abdicato al loro ruolo prima di tutto di pianificazione e poi di controllo.

Sono le zone lasciate degradare, come viale S. Lazzaro, via Circoli, Borgo Casale, Viale Milano, S. Felice, gli epicentri di questa diffusa delinquenza.

Sono in queste zone di NON CITTA’ che la prostituzione ha occupato le case, allontanando i cittadini per bene, in una spirale involutiva in atto in cui le presenze “cattive” scacciano quelle “buone”.

Se però leggiamo il PAT, ed ancora di più il recente documento del Sindaco, di queste questioni e di questi problemi non vi è significativa traccia.

Quasi che l’emergenza di Vicenza sia il nuovo stadio, o il nuovo quartiere popolare (perché alla fine di questo si tratta) a ridosso di Laghetto, o delle nuove medie/grandi strutture di vendita, nascenti nell’est come nell’ovest cittadino, o i piani che, non si sa bene perché, hanno più urgenza degli altri.

Quasi che l’emergenza non siano le zone industriali dimesse, che debbono essere restituite alla città, come facemmo con il nuovo teatro (che sostituì una acciaieria) ed il nuovo tribunale (che sostituì una filatura abbandonata da 30 anni), i quartieri degradati, il centro in crisi demografica, ma il nuovo stadio.

L’occasione della deindustrializzazione dei quartieri cittadini (in atto da trenta anni) dovrebbe infatti essere fulcro di un allargamento del centro storico, con nuove localizzazioni per gli edifici pubblici, ristrutturazione e ripopolamento del centro attraverso lo sviluppo universitario, tracciando una strategia ove situare le iniziative pubbliche, tipo la dorsale per il TPL (che sarà finanziata dallo Stato), ma che sarà utile solo se ai suoi capi vi saranno significativi parcheggi scambiatori.

Ora, una delle poche cose che l’onnicomprensivo documento del Sindaco “dimentica” è il grande parcheggio scambiatore di Ponte Alto, già da me pianificato concretamente attraverso l’adozione di un P.I.R.U.E.A. nel 2004.

Sul perché sia così risulta assolutamente insufficiente la tesi del Sindaco (perché la situazione del tracciato TAV non è chiara) perché tale tesi, oggi, vale per altre scelte citate nel documento, ivi compreso il nuovo municipio in area Domenichelli, se si tiene conto della fascia di rispetto prevista dalla TAV.

Manca quindi la percezione che affrontare i problemi della città anche in tema di sicurezza sia prima di tutto una questione strutturale di natura urbanistica.

Per questo una norma legata ad un azzeramento dell’ ICI per 10 anni a chi ristruttura immobili fatiscenti, e magari anche l’azzeramento dei costi di plateatico per il cantiere, andrebbe approvata subito.

Ovviamente le soluzioni di tipo urbanistico si dipanano nel decennio (ma devono partire subito), servono però ora interventi di minor respiro ma efficaci almeno nel breve periodo.

Il primo riguarda il CONTROLLO delle locazioni immobiliari affittate a prostitute o protettori.
Lo si può fare, anche attraverso i controlli ICI (sono case in affitto) e TIA, andando a segnalare alla Procura della Repubblica quanto emergerà, in quanto l’ipotesi di reato di sfruttamento della prostituzione è sempre astrattamente configurabile, sarà poi il “padrone di casa” a dover dimostrare che non era a conoscenza della fonti di sostentamento dell’inquilino.
Questo fortificato dal fatto che le prostitute sono in grado di pagare locazioni ben al di sopra del mercato e quindi il proprietario trae un indebito vantaggio dalla “professione” dell’inquilino.

Il secondo riguarda il PRESIDIO DEL TERRITIRIO, anche attraverso una presenza della polizia locale in orario notturno, almeno nei mesi estivi nelle aree più a rischio. In alcune zone il presidio va garantito con una presenza costante attraverso unità ivi localizzate.

Il terzo riguarda la viabilità nelle ore notturne, ove vanno CHIUSE AL TRAFFICO DEI NON RESIDENTI le vie che sono ricettacolo di prostituzione in strada (come si fa da anni a S. Felice).



Va altresì RINVIGORITA, magari passando a 1000 euro, la sanzione a quanti si fermano a “chiacchierare” con le prostitute abituali.

Non va dimenticato che il controllo dei quartieri si fa anche con i cittadini, e al riguardo mi chiedo che fine hanno fatto le iniziative promesse dal “Sindaco sceriffo” rispetto alla creazione di un gruppo di volontari della sicurezza.

E mi chiedo infine : siamo sicuri che questa “patina” di città accogliente per l’immigrazione ed il nomadismo, che il Sindaco ha voluto stendere su Vicenza, sia utile ?

O forse uno stile di governo più severo, alla “Gentilini”, garantirebbe migliori risultati !


Maurizio Franzina

Vicenza, 1 Agosto 2011.

CIONI, VICENZA: SPARATORIA TRA BANDE DI STRANIERI PER IL CONTROLLO DELLA PROSTITUZIONE

In riferimento alla sparatoria tra bande criminali avvenuta la notte scorsa a Vicenza interviene Alex Cioni in qualità di membro della direzione provinciale del Pdl vicentino.

<< Se possono accadere fatti così gravi e nel contempo inusuali per un città come Vicenza c’è da sperare di non essere di fronte ad un salto di qualità delle bande criminali multietniche che controllano e gestiscono i traffici illeciti, dalla droga fino alla prostituzione. Spero di sbagliarmi, ma un’azione così spregiudicata svela una probabile incuranza di queste gang verso le reazioni della cosiddetta società civile autoctona e verso l’inevitabile azione di repressione delle forze dell’ordine.
Partendo dal presupposto che le forze di polizia devono compiere il loro lavoro serenamente e che la politica ha il dovere di metterle nelle condizioni di poterlo fare - spiega Alex Cioni -, penso sia indispensabile una immediata risposta politica e civile di tutta la città per mandare a queste bande di delinquenti un messaggio forte e chiaro. Vicenza non è casa vostra e non lo diventerà >>.


L’addetto stampa

RUCCO, DOV’E’ IL SINDACO VARIATI “RUDOLPH GIULIANI”?

DOV’E’ IL SINDACO VARIATI “RUDOLPH GIULIANI”?

Sono passati più di tre anni dall’ultima campagna elettorale in cui il Sindaco Variati prometteva demagogicamente “Tolleranza zero contro ogni forma di illegalità.” ; ed ancora “Applicheremo a Vicenza il modello di Rudolph Giuliani”.

Ma faceva di più, infatti lo stesso Variati dichiarava: “Vorrei essere il Sindaco che fa dormire sogni tranquilli ai miei concittadini”.

Per fare queste dichiarazioni (videoregistrate) Variati sceglieva la location di Ponte Alto – Viale San Lazzaro, storicamente luogo di prostituzione ed illegalità diffusa.

Dopo soli tre anni da tali dichiarazioni , L’ Amministrazione Variati, sottovalutando il fenomeno della criminalità, non è riuscita a contrastarne la diffusione, arrivata persino in centro storico (per es. Campo Marzo) , tant’è che prostituzione e spaccio sono arrivate fino alla zona Stadio con grande preoccupazione e disagio per i nostri concittadini residenti.

I Fatti della notte scorsa dimostrano come sia in atto una vera e propria guerra tra bande per il controllo di droga e prostituzione, senza esclusione di colpi.

E in tutto questo ci chiediamo:

- Che fine abbia fatto il modello Rudolph Giuliani del Sindaco Variati;
- Che fine abbia fatto l’Assessore alla Sicurezza Dalla Pozza, sempre più impegnato sul Parco della Pace, ma altrettanto sempre più distante dai problemi dei cittadini in ordine alla sicurezza del territorio e dei suoi residenti.

La Giunta Variati troverà risposte nel prossimo consiglio comunale degli stranieri?

Meditate cittadini….meditate….

Il Capogruppo Vicario PDL – Comune Vicenza
Francesco Rucco