
Venezia, 8 settembre 2010
“Certo che tanta visibilità a personaggi di terza fila della politica è come vincere all’Enalotto, che va tanto di moda”.
Commenta così Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, le dichiarazioni rilasciate dal deputato finiano Giorgio Conte, che sostiene di non accettare lezioni di coerenza dalla stessa Donazzan, visto che non voleva il Pdl.
“Putroppo Conte- specifica l’assessore regionale-, benedetto dalla fortuna di entrare in Parlamento, non ha lasciato traccia di sé né nel Partito nel quale ha militato e di cui ricordo tutta la storia, né al Parlamento dove ha avuto, senza particolari meriti, la
grande occasione di stare”. “Probabilmente- precisa Donazzan- la consapevolezza che una vincita grossa accada una volta sola nella vita, e che quindi non avrebbe più avuto la possibilità di candidarsi, lo ha fatto virare verso un assembramento che
sventola dalla bandiera dei GayLib a quella del voto agli immigrati, dalla negazione delle posizioni storicamente di destra tra cui quella sulla bioetica all’offesa della nostra Storia Patria, assembramento che è felicemente stato definito
nome del presidente Berlusconi, scopriremo che qualcuno, dopo una vita da vice-ministro aspirava, non più esaudito, ad un ruolo di ministro; qualcun altro pretendeva la presidenza di commissione; un altro ancora si sentiva poco valorizzato dai vertici del Pdl oppure aspirava a contare di più nell’amministrazione della propria regione o infine,
aveva la certezza che non avrebbe più potuto frequentare le compagnie romane”.
“Pare si stia studiando- aggiunge Donazzan- una nuova patologia, ossia la
“Nella malaugurata sorte- conclude l’assessore regionale- di perdere un giro, si arriva a chiedere incarichi, pietire inviti e portare il trolley al fortunato deputato di turno, meglio se presidente della Camera”:
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